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L’inalazione di popper – un composto di sostanze psicoattive – può favorire lo sviluppo di una maculopatia, con perdita o compromissione della vista centrale. Chi fa uso di popper dovrebbe essere consapevole che può provocare danni alla fovea, la parte centrale della retina, importante per attività come leggere o stare al computer”, sottolineano gli autori dello studio britannico

L’evidenza emerge da un piccolo studio britannico, pubblicato dal British Journal of Ophthalmology. “Abbiamo preso in considerazione solo 12 casi, che vanno però ad aggiungersi a evidenze di altri studi già condotti sul rapporto tra maculopatia da popper e sospettiamo che possano esistere molti casi clinici e subclinici non identificati in aree in cui l’uso di tale sostanza è massiccio”, dice Rebecca Rewbury ,del Sussex Eye Hospital e del Sussex University Hospitals Trust di Brighton, principale autrice dell’articolo.

Lo studio
Nell’articolo pubblicato online il 10 aprile dal British Journal of Ophthalmology, Rewbury e colleghi hanno presentato 12 casi di disturbo visivo in persone di sesso maschile che facevano uso di popper. Una visione centrale compromessa (offuscamento o scotoma) nelle ore e nei giorni seguenti all’inalazione era il sintomo oculare più riportato. L’esame del fondo dell’occhio ha rivelato sottili depositi foveali di colore giallo, mentre la tomografia a coerenza ottica nel dominio spettrale ha evidenziato un’interruzione della giunzione segmento interno/segmento esterno nella regione subfoveale in tutti i casi. I segmenti anteriori e le pressioni intraoculari erano sempre normali.

Sei dei prodotti analizzati dalla spettroscopia di risonanza magnetica nucleare contenevano un mix 50:50 di nitrito di isopropile e alcool di isopropile. In tre dei 12 casi, i pazienti avevano inalato popper per più di vent’anni. In generale, sintomi e anomalie, a livello di imaging, sono migliorate nel tempo. La metà del campione (sei individui), sopo la diagnosi  si sono astenuti dall’assunzione della sostanza e sono tornati asintoimatici in pochi mesi, mostrando miglioramenti nell’acuità visiva “Chi fa uso di popper dovrebbe essere consapevole che può provocare danni alla fovea, la parte centrale della retina, importante per attività come leggere o stare al computer”, sottolineano i ricercatori.

Fonte: British Journal of Ophthalmology 2017


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Il glaucoma nel mondo colpisce oltre 60 milioni di persone, di cui 1 milione in Italia, ed è causa del 12% di tutti i casi di cecità.

Dal 12 al 18 marzo si celebra la settimana mondiale dedicata a questa patologia, già descritta nelle opere di Omero ed Ippocrate, che provoca danni progressivi al nervo ottico, e si stima crescerà nei prossimi anni.

La forma più comune di glaucoma, spesso associata all’aumento della pressione all’interno dell’occhio, può svilupparsi senza sintomi e provocare la perdita permanente della vista. I pazienti si accorgono solo tardivamente ma, se diagnosticata in tempo, la malattia può essere controllata e se ne può rallentare la progressione. Oltre all’aumento della pressione oculare, ci sono altri fattori di rischio, come l’età, la razza, la familiarità, la patologia cardiovascolare e l’uso indiscriminato di colliri cortisonici.

«Circa un milione di Italiani è affetto da glaucoma, ma molti di loro non sanno di averla», spiega Luca Mario Rossetti, direttore della Clinica Oculistica dell’Università degli Studi di Milano all’Ospedale San Paolo. Questo accade perché «la patologia è asintomatica, quindi la diagnosi è quasi sempre tardiva.

Basterebbero 15 minuti per una visita completa che consenta di controllare la pressione dell’occhio e l’aspetto del nervo ottico».

ANSA


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