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L’influenza inizia a farsi sentire. In Italia, nella 47a settimana del 2018, il livello di incidenza totale è pari a 2,28 casi per mille assistiti, sotto la soglia che determina l’inizio del periodo epidemico.

Il numero di casi stimati in questa settimana è pari a circa 138.000, per un totale, dall’inizio della sorveglianza, di circa 505.000 casi.

In Piemonte, Liguria, Lombardia, Toscana, Abruzzo e Sicilia è stata superata la soglia epidemica nazionale.
 
Rispetto allo stesso periodo del 2017 si registrano 28 mila casi in più.

I nostri consigli, perché PREVENIRE E’ MEGLIO CHE CURARE

Vaccinazione. Siamo ancora in tempo per la vaccinazione antinfluenzale, particolarmente raccomandata per i bambini, gli anziani e le persone con particolari patologie.

Rinforzare le difese immunitarie. Stimolare ed alzare le difese immunitarie può proteggere dalle sindromi influenzali e diminuire gli effetti delle patologie invernali

Coprirsi. Sembra scontato, ma vestirsi a strati ed evitare il freddo prevengono molte delle sindromi parainfluenzali


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Grazie alla disponibilità dell’anagrafe vaccinale saranno direttamente le Asl a inviare alle scuole l’elenco dei bambini non in regola con l’obbligo vaccinale. A quel punto le scuole chiederanno alle famiglie di mettersi in regola entro 10 giorni dal ricevimento dell’avviso pena l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge.

Dal 10 marzo, in base alla legge nazionale sull’obbligo vaccinale (119 del 31 luglio 2017), le famiglie che hanno presentato l’autocertificazione dovrebbero presentare la documentazione che attesta le avvenute vaccinazioni.

Una circolare inviata dai ministeri della Salute e dell’istruzione ad assessorati delle Regioni e Uffici scolastici regionali ha confermato la possibilità di procedure semplificate per le Regioni dotate di anagrafe vaccinale.

Alla luce di questa circolare ministeriale, la Regione Toscana ha inviato a sua volta una circolare alle Asl, ai sindaci, all’Anci e all’Ufficio scolastico regionale, in cui si spiega che le famiglie non dovranno fare nulla entro la data del 10 marzo.

Entro quella data, saranno le Asl ad aver inviato alle scuole l’elenco dei bambini non in regola con l’obbligo vaccinale: chi è in arretrato e chi non ha preso l’appuntamento per vaccinarsi. A quel punto le scuole faranno una comunicazione scritta alle famiglie, in cui si dice che entro 10 giorni dal ricevimento dell’avviso dovranno mettere in regola i figli e presentare alla scuola la documentazione relativa all’avvenuta vaccinazione.

Nel corso dell’incontro tra Regione, Ufficio scolastico regionale, Anci e direttori dei dipartimenti di prevenzione delle tre aziende sanitarie, è stato deciso di considerare tra i regolari anche coloro che hanno preso appuntamento, non per la somministrazione del vaccino, ma per un colloquio propedeutico.

Per i nidi e le scuole materne, i bambini i cui genitori/tutori/affidatari non avranno presentato la documentazione, saranno sospesi dal servizio e potranno essere riammessi solo dopo la presentazione della documentazione. Per coloro che frequentano la scuola dell’obbligo (7-16 anni) la mancata presentazione della documentazione non determinerà il divieto di accesso né impedirà la partecipazione agli esami. In un secondo tempo verranno però decise le sanzioni per gli inadempienti. Entro il 30 aprile, le scuole dovranno segnalare alle Asl i bambini che non sono in regola ai fini degli adempimenti di loro competenza.

Per l’anno scolastico 2018-2019, invece, i genitori/tutori/affidatari dei bambini non sono tenuti a presentare, all’atto dell’iscrizione, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni ovvero l’esonero, l’omissione o il differimento delle vaccinazioni. Il rispetto degli adempimenti vaccinali è accertato mediante il trasferimento dei dati tra le istituzioni scolastiche/educative e formative e le Aziende Usl competenti. Restano analoghe all’anno in corso invece le modalità di recupero e le sanzioni.

In Toscana, nel 2017 (quindi per i bambini nati nel 2015), la copertura è risultata essere del 95,78% per la polio e del 93,5% per il morbillo. Al 28 febbraio 2018, il numero di bambini e ragazzi inadempienti (che cioè non hanno fatto almeno una delle vaccinazioni obbligatorie) in tutte le fasce di età (0-16) era di 120.258, di cui 13.434 nella fascia di età 0-6. C’è da precisare, però, spiega la Regione che “tra i ragazzi più grandi, circa un terzo risultano inadempienti perché non hanno fatto la quinta dose di vaccino antipolio, che è stata introdotta solo di recente, dall’ultimo Piano vaccinale nazionale, e si può fare fino a 18 anni, però rientra tra quelle dell’obbligo. In questo caso, non si tratta quindi di ragazzi che rifiutano la vaccinazione, ma di ragazzi che semplicemente non hanno avuto il tempo di effettuare l’ultima dose di antipolio”.


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Si hanno più vantaggi ripetendo negli anni il vaccino dell’influenza: facendo diventare quello con l’immunizzazione un appuntamento fisso, si riducono infatti la severità del virus e i ricoveri in ospedale.

È quanto emerge da una ricerca guidata dall’Instituto de Salud Pública de Navarra, a Pamplona, in Spagna, pubblicata sulla rivista Canadian Medical Association Journal (CMAJ).

I ricercatori hanno esaminato l’effetto di ripetute vaccinazioni antinfluenzali, in uno studio che ha coinvolto persone over 65 che si sono rivolte a 20 ospedali spagnoli nel 2013/14 e 2014/15. La valutazione dell’efficacia della vaccinazione ha riguardato complessivamente quattro stagioni influenzali. Per lo studio sono stati arruolati rispettivamente 130 pazienti con una forma di influenza severa e altri 598 con una forma non grave, confrontati rispettivamente con altri 333 e 1.493 in qualità di gruppo di controllo.

L’analisi dei dati ha permesso di stabilire che la vaccinazione antinfluenzale ripetuta era doppiamente più efficace nel prevenire la gravità dell’influenza e i suoi effetti nelle persone ricoverate in ospedale per il virus, rispetto a casi non gravi, e che questo effetto si verificava indipendentemente dalla stagione influenzale, dai sottotipi di virus o dall’età del paziente.

“La vaccinazione ripetuta per l’influenza è risultata molto efficace nel prevenire infezioni gravi e fatali causate dall’influenza negli anziani”, scrivono gli autori dello studio.

ANSA


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Vaccinando le donne al terzo trimestre di gravidanza si evita il 90% dei casi gravi di pertosse nei neonati sotto ai due mesi.

Lo afferma uno studio del Center for Diseases Control americano, che ricorda come in metà dei casi questa malattia presa nel primo anno di età porta al ricovero in ospedale.

Lo studio ha esaminato 251 bambini che avevano sviluppato la pertosse prima dei due mesi e un gruppo di controllo di 537 che invece non l’avevano avuta, verificando se le mamme avevano fatto il richiamo del vaccino tdap contro tetano, pertosse e difterite.

In generale il vaccino fatto al terzo trimestre evita il 78% dei casi di pertosse, una cifra che sale al 90% per quelli gravi. Al secondo trimestre la riduzione è del 64%, mentre se fatta prima della gravidanza l’immunizzazione li riduce della metà.

«Questo studio – commentano gli autori – conferma che il vaccino in gravidanza è efficace nel proteggere i bambini dalla pertosse nei primi mesi di vita, quando il rischio di complicazioni gravi o mortali è più alto».

ANSA


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Si appoggia innanzitutto sulle farmacie del territorio la campagna predisposta dal ministero della Salute per informare famiglie e opinione pubblica sugli obblighi vaccinali che andranno rispettati dall’avvio della nuova stagione scolastica.

«La farmacia» scrive il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin «rappresenta un canale privilegiato, conosciuto e capillare per contribuire alla diffusione di corrette informazioni in tema di salute e, nel caso specifico, di vaccinazioni. Esprimo quindi il più vivo apprezzamento per l’adesione di Federfarma agli obiettivi del nuovo decreto legge in materia di prevenzione vaccinale e ringrazio sentitamente per il contributo fornito al dicastero».

«Il ministro Lorenzin» scrive dal canto suo il presidente Federfarma Cossolo «chiede alle farmacie italiane di collaborare fattivamente a questa importante campagna di educazione sanitaria. I farmacisti godono della fiducia dei cittadini e possono autorevolmente dare un’informazione corretta combattendo i pregiudizi dettati da ignoranza e insensate paure». Le locandine che saranno esposte, dunque, «costituiscono di per sé preziosi strumenti di informazione, ma sono anche una opportunità per instaurare un dialogo più approfondito con i cittadini sulla utilità e sicurezza dei vaccini e per informare sulle modalità pratiche ed i tempi per effettuare le vaccinazioni».

Le due “infografiche” riassumono le procedure che le famiglie dovranno rispettare per mandare i propri figli a scuola o all’asilo, così come le principali disposizioni del decreto legge sui vaccini.


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Nonostante i no-vax accampati in piazza, la Camera dice sìalla conversione in legge del decreto vaccini accogliendo la richiesta di fiducia presentata dal Governo. E’ l’esito del voto con cui Montecitorio ha licenziato senza modifiche il testo approvato da Palazzo Madama. Passa quindi l’emendamento, introdotto al Senato, che consente di prenotare la profilassi in farmacia, tramite Cup, e scendono a dieci le vaccinazioni obbligatorie per l’assolvimento dell’obbligo scolastico, con esclusione dalla scuola fino ai sei anni in caso di inadempienza oppure sanzioni ai genitori dai sei ai 16.

Soddisfazione da Governo e maggioranza. «E’ come se avessimo dato uno scudo protettivo alle famiglie» ha commentato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin «abbiamo messo in sicurezza questa e le future generazioni, vinceremo la battaglia culturale coinvolgendo i pediatri, i medici, la scuola». «La conversione in legge del decreto vaccini è un passo fondamentale per la politica sanitaria di questo Paese» ha osservato Federico Gelli, responsabile sanità del Pd «dopo oltre 50 giorni di dibattito serrato e aperture verso l’opposizione che hanno portato alla sostanziale modifica del provvedimento, con il via libera definitivo da parte della Camera il Governo mette in sicurezza la salute degli italiani, ed in particolare dei più fragili». «Il dovere di tutti noi è la tutela della salute» ha ricordato Maurizio Lupi, capogruppo di Alternativa popolare «anche la nostra Costituzione dice che la Repubblica tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della comunità, aggiungendo che si può obbligare il cittadino a un trattamento sanitario fatti salvi i limiti imposti dal rispetto della persona umana».

Le dieci vaccinazioni che diventano obbligatorie, secondo le indicazioni del Calendario allegato al Piano nazionale di prevenzione vaccinale vigente (età 0-16 anni) sono anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti Haemophilusinfluenzae tipo B, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella. Per le ultime quattro è prevista una valutazione a tre anni con eventuale eliminazione dell’obbligo.

Non inficiano l’iscrizione a scuola ma saranno offerti gratuitamente (con chiamata dalle Asl) altri quattro vaccini, contro meningococco B, meningococco C, pneumococco e rotavirus. Chi risulta già immunizzato per alcuni dei virus e batteri in elenco potrà procedere alla vaccinazione monocomponente, mentre eventuali esenzioni potranno essere richieste solo in caso di accertato pericolo per la salute, oppure in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate e attestate dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta.

Non potranno essere iscritti agli asili nido e alle scuole dell’infanzia, pubbliche e private, i minori che non si sono sottoposti alle vaccinazioni obbligatorie. Entro 10 giorni, il dirigente scolastico segnala all’Asl le generalità del bambino inadempiente affinché si provveda alla profilassi. In caso di violazione dell’obbligo vaccinale, i genitori sono puniti con una sanzione amministrativa da 100 a 500 euro. In origine la norma prevedeva anche la segnalazione della famiglia al tribunale dei minori per l’eventuale perdita della patria potestà, una misura poi cancellata al Senato.

L’Agenzia del farmaco predisporrà una relazione annuale con i dati degli eventi avversi associabili alla vaccinazione, da trasmettere al ministero della Salute e quindi al Parlamento. Stretta anche sui prezzi dei vaccini: dovranno essere sottoposti alla negoziazione obbligatoria dell’Aifa, che sarà anche parte in giudizio in tutte le controversie riguardanti presunti danni da vaccinazioni e somministrazione di presunti farmaci non oggetto di sperimentazione.

Nasce anche l’Anagrafe nazionale vaccini, nella quale saranno registrati tutti i soggetti vaccinati e da sottoporre a vaccinazione, le dosi e i tempi di somministrazione e gli eventuali effetti indesiderati. Inoltre viene istituita un’Unità di crisi permanente, promossa dal ministero della Salute, per monitorare l’erogazione del servizio e prevenire eventuali criticità. Il dicastero, inoltre, avvierà una campagna straordinaria di sensibilizzazione per la popolazione sull’importanza delle vaccinazioni. Saltato, per assenza di coperture, l’obbligo vaccinale a carico degli operatori sanitari e scolastici; questi, in ogni caso, dovranno comunque presentare ai propri datori un’autocertificazione attestante la propria «situazione vaccinale».


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L’assessore regionale spiega che al momento vi sono scorte per le vaccinazioni routinarie e non si ravvisano problemi di approvvigionamento. Attivo dal 2015 un accordo con i pediatri di famiglia per vaccinare nei loro studi.

“In Toscana siamo pronti per vaccinare tutti i bambini e rispondere alle richieste di chi intende mettersi in regola con il calendario vaccinale. Al momento abbiamo tutte le scorte per fare le vaccinazioni routinarie e non si ravvisano problemi di approvvigionamento. Inoltre nella nostra regione i pediatri sono coinvolti e collaborano fattivamente nelle vaccinazioni dei bambini. Questo ci consentirà di raggiungere in tempi che ci auguriamo brevi un’inversione di tendenza delle coperture vaccinali, che per quasi tutte le vaccinazioni hanno registrato in questi ultimi anni un calo di qualche punto percentuale. Rinnovo quindi l’invito che già altre volte ho rivolto ai genitori a far vaccinare i propri figli”. Lo ha affermato l’assessore regionale al diritto alla salute Stefania Saccardi in una nota che fa il punto sulla situazione delle vaccinazioni in Toscana, alla luce delle novità introdotte dal decreto ministeriale sull’obbligo vaccinale.

Attualmente, ha spiegato l’assessore, in Toscana non ci sono problemi di approvvigionamento dei vaccini e ci sono scorte sufficienti. La Regione ha comunque avviato “una ricognizione tra le aziende sanitarie per organizzarsi di conseguenza e acquistare le quantità necessarie”. E anche il Ministero della Salute si sta attivando per garantire l’approvvigionamento necessario a tutte le regioni.

Quanto al coinvolgimento dei pediatri di famiglia, l’accordo siglato con la Regione risale all’aprile 2015. L’obiettivo, già allora, era anche quello di favorire l’adesione da parte delle famiglie ai programmi vaccinali. I pediatri di famiglia in Toscana sono 430. L’adesione all’accordo è su base volontaria.

Dall’ultimo monitoraggio 2017 effettuato dagli uffici dell’assessorato sulle adesioni all’accordo da parte dei pediatri, risultano i seguenti dati:
– il 46% dei pediatri ha aderito in toto;
– il 36% ha dato un’adesione parziale (l’accordo, infatti, prevede la possibilità di somministrare anche solo alcuni tipi di vaccino)
– il 18% non ha aderito.
Il 50% circa dei pediatri di famiglie esegue tutte le vaccinazioni previste nel primo anno di età.

Negli ultimi anni le vaccinazioni sono calate anche in Toscana, e nessuna vaccinazione raggiunge il livello del 95%, che garantisce l’immunità di gregge. Negli ultimi dieci anni, tutte le vaccinazioni hanno avuto cali percentuali di qualche punto. E “in concomitanza con il calo delle vaccinazioni – evidenzia la Regione -, in Toscana come nelle altre regioni, sono ricomparse malattie che invece stavano scomparendo”.


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E’ stato approvato venerdì 19 maggio dal Consiglio dei ministri il decreto legge sull’obbligatorietà dei vaccini per l’accesso alla scuola.

In vigore dal prossimo anno scolastico, il provvedimento dichiarate obbligatorie per legge, secondo le indicazioni del calendario allegato all’attuale Piano nazionale di prevenzione vaccinale (età 0-16 anni) e in riferimento alla coorte di appartenenza, le vaccinazioni contro anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti Haemophilusinfluenzae tipo B, anti-meningococcica B, anti-meningococcica C, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella.

Tali vaccinazioni, dispone il decreto, possono essere omesse o differite solo in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate e attestate dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta.

In caso di violazione dell’obbligo vaccinale, ai genitori è comminata una sanzione amministrativa da 500 a 7.500 euro.

A decorrere dal 1 giugno, inoltre, il ministero della Salute avvia una campagna straordinaria di sensibilizzazione per la popolazione sull’importanza delle vaccinazioni per la tutela della salute. Nell’ambito della campagna, il ministero della Salute e il ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca promuovono, dall’anno scolastico 2017-2018, iniziative di formazione del personale docente e di educazione di alunni e studenti sui temi della prevenzione sanitaria e in particolare delle vaccinazioni.


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In una lettera i coordinatori delle Aggregazioni Funzionali Territoriali dell’Asl Toscana Centro lanciano un appello alla vaccinazioni, dicono sì all’obbligatorietà per l’iscrizione all’asilo e chiedono alla Regione di valutare anche “la possibilità e l’opportunità di rendere obbligatorie le vaccinazioni anche per gli operatori sanitari”.

Appello alla vaccinazione da parte dei 1.163 Medici di Medicina Generale e della continuità assistenziale dell’Azienda USL Toscana centro. Il richiamo all’importanza delle vaccinazioni è contenuto in una lettera a firma dei coordinatori delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), che esprimono preoccupazione per la scarsa adesione alle vaccinazioni da parte degli operatori sanitari e lanciano un appello a favore delle vaccinazioni e di una legge che le renda obbligatorie per l’iscrizione dei bambini ai nidi e alle scuole materne. Ma invitano la Regione a introdurre l’obblico anche per gli operatori sanitari.

Il testo della lettera

Le vaccinazioni sono una misura di medicina preventiva di assoluta importanza e comprovata efficacia. Secondo l’OMS sono seconde soltanto alla potabilizzazione dell’acqua in termini di morti evitate. Purtroppo, all’aumentare delle prove scientifiche di efficacia e di scarsissimo rischio della pratica vaccinale, assistiamo sempre più frequentemente a voci assolutamente ‘fuori dal coro’, che mettono in dubbio l’efficacia di tale pratica o ne millantano presunti effetti collaterali non supportati da alcuna prova scientifica. Tali atteggiamenti mettono a rischio la salute pubblica, causando un preoccupante calo delle coperture vaccinali.

Purtroppo anche alcuni operatori sanitari (medici e non) sembrano in qualche modo aderire a queste correnti di pensiero, assolutamente prive di alcun fondamento scientifico.

I coordinatori di AFT scriventi, visto il loro ruolo di coordinamento clinico nella Medicina Generale, sentono il dovere etico e professionale di raccomandare a tutti gli operatori sanitari, ed in particolare ai medici di medicina generale, di fornire agli utenti una informazione sulla pratica vaccinale corretta e supportata da prove scientifiche.

E’ inoltre importante sottolineare come l’adesione totale degli operatori sanitari al piano vaccinale nazionale e regionale sia un obbligo etico imprescindibile. Infatti, nello specifico caso degli operatori sanitari, la mancata vaccinazione comporta non soltanto un rischio per il singolo e un nocumento nell’immunità di gregge (nei casi in cui questa sia applicabile), ma anche un grave rischio di trasmissione di malattie potenzialmente gravi o addirittura letali alla popolazione fragile con cui gli operatori vengono a contatto, data la peculiarità del loro lavoro.

Gli scriventi esprimono anche il loro parere assolutamente favorevole circa la possibilità di rendere obbligatorie le vaccinazioni per l’iscrizione alle scuole materne e agli asili nido e chiedono alla Regione di valutare la possibilità e l’opportunità di rendere obbligatorie le vaccinazioni anche per gli operatori sanitari.

Riteniamo infine molto utile implementare la formazione e il coinvolgimento dei MMG sulle tematiche vaccinali, magari con un ruolo attivo delle AFT.

Elisabetta Alti AFT Gavinana Firenze
Fausto Amorini AFT Monsummano Lamporecchio Larciano
Sandro Andreotti AFT Montagna Pistoiese
Sergio Baglioni AFT Statuto Vittoria
Barbara Baldini AFT Centro
Giovanni Banchi AFT Mugello Ovest
Franca Bigioli AFT Novoli Piagge
Vittorio Boscherini AFT Greve Impruneta
Luciano Caciagli AFT 6 ex Az. USL 11
Giovanni Castaldo AFT C1 Prato
Stefano Cavaliere AFT A2 Prato
Antonia Daraio AFT Rifredi Castello
Anna Di Natale AFT Lastra a Signa Signa
Francesco Falcini AFT Mugello Ovest
Daniele Francini AFT Pistoia 1
Giancarlo Francini AFT C2 Prato
Giancarlo Guarino AFT Bagno a Ripoli
Arrigo Lombardo AFT Oltrarno Galluzzo
Marino Lupi AFT Fucecchio Cerreto G.
Maria Grazia Mori AFT Valdarno
Mauro Mugnai AFT Gioberti Bellariva Settignano
Alessio Nastruzzi AFT San Jacopino
Giuseppe Paladino AFT Sesto Fiorentino
Alessandro Pescitelli AFT Scandicci
Piero Piazzini AFT Castelfiorentino Montespertoli
Donata Pistocchi AFT Campo di Marte
Giovanni Redegalli AFT San Casciano v.p.,Tavarnelle v.p.,Barberino vde
Francesco Repice AFT Montecatini Terme
Lara Romagnani AFT Pistoia 2
Antonio Romei AFT Talenti Canova
Mauro Ruggeri AFT Prato A1
Giovanni Salvestrini AFT Valdisieve
Angelo Scaduto AFT 4 ex Az. USL 11
Rosanna Sciumbata AFT E Prato
Sabrina Sergio Gori AFT Quarrata Serravalle
Ettore Giustini Saffi AFT Agliana Montale
Caterina Masini AFT Empoli
Luciano Fanciullacci AFT Empoli
Fabrizio Peruzzi AFT Empoli
Stefano Tafi AFT Buggiano Chiesina U. Pescia Uzzano
Maurizio Veloci AFT Campi Bisenzio
Andrea Santini AFT B. Prato Aldo Fani AFT Prato


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“Il vaccino anti-hpv riduce del 70% l’insorgenza del tumore all’utero”. Per Massimo Andreoni, Past President della Simit, questi dati, emersi da studi scientifici, sono sufficienti a dimostrare quanto i benefici dei vaccini siano maggiori dei rischi. Per il professore “occorrerebbe capire la natura degli effetti a distanza di un vaccino. Nessuno può confermare che questi non sarebbero comunque insorti, anche senza la somministrazione”.

Tra 8 mila donne vaccinate solo una si è ammalata di cancro. Tra un numero analogo di donne che hanno ricevuto placebo, e quindi non vaccinate, si sono registrati 85 casi di lesione precancerosa. È questa l’istantanea scattata da Massimo Andreoni, professore Ordinario di malattie Infettive della facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli studi di Roma Tor Vergata e Past President della Simit, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali. Una fotografia che ha lo scopo di fare chiarezza sul rapporto rischi-benefici, in occasione della Settimana mondiale dedicata proprio alle vaccinazioni.

“Non è chiaro cosa porti le persone a non vaccinarsi – ha aggiunto il professore – evidentemente c’è una colpa dei medici e delle strutture sanitarie nazionali che non riescono a far comprendere il reale valore di questi strumenti. Ma è grave che si sia più attenti a ciò che i mezzi di informazione riferiscono, a volte in maniera incongrua, come spesso accade su siti dalla dubbia validità giornalistica”.

Gli studi scientifici
Per il Past President della Simit non mancano gli studi scientifici che dimostrano le validità dei vaccini. “Eppure – ha aggiunto – sono bastate poche segnalazioni di manifestazioni post vaccinali, spesso difficilmente attribuibili allo stesso, per scatenare una sorta di gogna mediatica. Il vaccino per il papilloma virus, occorre ricordarlo, è in grado di prevenire l’infezione, e di ridurre così il rischio di sviluppo del tumore dell’utero. Basti pensare che il 70% dei carcinomi uterini sono dovuti a dei virus per i quali il vaccino ci immunizza”.

Gli effetti collaterali
“Occorrerebbe invece capire – ha concluso. Massimo Andreoni – la natura degli effetti a distanza di un vaccino. Nessuno può confermare che questi non sarebbero comunque insorti, anche senza la somministrazione. Prima di attaccare questo strumento bisognerebbe capire quale sia l’effettiva causa di quello che viene considerato un effetto collaterale. E, di conseguenza, non occorre dare notizia certa di qualcosa che non abbia alcuna validità scientifica. Gli eventi avversi alla vaccinazione sono mediamente eventi semplici: da un lieve rialzo febbrile ad un arrossamento nel punto dell’inoculazione del vaccino. Gli eventi gravi sono eccezionali, rarissimi, ma questo vale per qualsiasi somministrazione di un farmaco”.


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