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Grazie a un accordo con le farmacie convenzionate, tutti i dispositivi medici necessari per la terapia del diabete, dell’incontinenza, dei pazienti stomizzati, i prodotti per medicazioni, gli integratori e prodotti dietetici per le malattie rare, saranno accessibili capillarmente su tutto il territorio della Toscana.

La Regione Toscana prosegue nel percorso di avvicinare l’assistenza ai pazienti, facilitando l’accesso alle terapie. Grazie a un accordo con le farmacie convenzionate pubbliche e private, tutti i dispositivi medici necessari per la terapia del diabete, dell’incontinenza (ad eccezione dei pannoloni, che vengono già erogati a domicilio degli aventi diritto), dei pazienti stomizzati, i prodotti per medicazioni, gli integratori e prodotti dietetici per le malattie rare, saranno accessibili capillarmente su tutto il territorio della Toscana.

“Sono molto contenta di questo accordo davvero importante con il sistema delle farmacie pubbliche e private – ha detto l’assessore Saccardi – Ha avuto una gestazione lunga, oggi ci consente di dire che andiamo a rafforzare la rete delle farmacie sul territorio, per la distribuzione dei presidi di cui i cittadini hanno bisogno più di frequente. Le farmacie sono un riferimento importante per i cittadini sul territorio, e hanno un ruolo, non solo di distribuzione di farmaci e dispositivi, ma hanno un valore aggiunto in termini di consigli e assistenza”.

“Questo accordo è nato dopo un anno e più di lavoro, non sempre semplice – ha ricordato Roberto Banfi – E’ importante per il paziente cronico andare nel punto di riferimento più vicino, che è la farmacia; la facilità di accesso è fondamentale. In zone disagiate, l’unica presenza di tipo sanitario è proprio la farmacia”.

“L’aspetto innovativo di questo accordo – ha sottolineato Marco Nocentini Mungai – è che è unico per tutto il territorio regionale, con un’unica modalità di distribuzione e presa in carico del paziente. Coinvolge tutte le 1.300 farmacie pubbliche e private della regione. Una volta a regime, i pazienti avranno grandi benefici”.

“L’obiettivo prioritario – chiarisce Alessio Poli – è ridurre il costo sociale a carico dei pazienti, non più costretti a recarsi presso le farmacie ospedaliere, con gli spostamenti e i disagi conseguenti. Il tutto senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio regionale, in quanto la remunerazione del servizio alle farmacie verrà compensato dai risparmi ottenuti sugli acquisti centralizzati. Un accordo realizzato grazie al clima di collaborazione instaurato con la Regione, in un momento in cui l’ottimizzazione delle risorse è processo imprescindibile per garantire il mantenimento dell’assistenza sanitaria ai cittadini e la prossimità nell’accesso alle cure”.

Questo accordo porterà a un migliore accesso da parte dei pazienti a questi importanti prodotti, fino ad oggi erogati tramite le strutture del SSR (farmacie ospedaliere), che sicuramente hanno una minore diffusione territoriale.

Con questo accordo prosegue inoltre il percorso per concentrare nelle farmacie convenzionate (pubbliche e private) delicate funzioni assistenziali e di servizio al cittadino. Ricordiamo infatti che sono già attivi sia la Distribuzione per conto del Ssr di numerosi e importanti farmaci, che la prenotazione CUP. Con l’accordo siglato stamani si affida alle farmacie convenzionate la presa in carico di numerosi pazienti (pensiamo al diabete), con il vantaggio per questi ultimi di migliorare l’accessibilità alle cure anche nei piccoli centri della nostra regione.

Inoltre il paziente troverà un professionista preparato e consapevole dell’importanza del proprio contributo per il raggiungimento del risultato terapeutico, aiutato spesso anche dalla “vicinanza” e quindi conoscenza del paziente stesso.

Si tratta di una ulteriore tappa in un percorso che la Regione intende proseguire mediante futuri accordi che interesseranno anche ulteriori funzioni da trasferire alle farmacie convenzionate, quali diagnostica e accessi domiciliari ai pazienti particolarmente fragili per arrivare a un elevato grado di vicinanza dei servizi ai pazienti.


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Le indicazioni sono contenute in una delibera approvata oggi. Per il primo accesso si dovrà tenere conto di codici di priorità, garantendo la prestazione entro 48 ore se urgente, entro 10 giorni se l’urgenza è “breve”; negli altri casi, entro 15 giorni per le visite specialistiche ed entro 30 per le prestazioni diagnostiche. In una seconda delibera gli indirizzi per la revisione della gestione del follow up oncologico

Continua il percorso intrapreso dalla Regione Toscana per tagliare le liste di attesa. Due delibere approvate nel corso dell’ultima seduta di giunta, mercoledì scorso, danno alle aziende indicazioni specifiche per la programmazione dell’offerta specialistica e la gestione delle liste di attesa, e anche per la revisione delle modalità organizzative del follow up oncologico.

“Quando, a fine 2015, abbiamo varato la legge di riforma – dice l’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi – abbiamo indicato la riduzione delle liste di attesa come una delle maggiori criticità del nostro sistema sanitario, come del resto di tutti i sistemi sanitari occidentali, e abbiamo preso l’impegno di mettere in atto una serie di misure concrete per affrontarlo e risolverlo. Le prime indicazioni le abbiamo date in luglio, poi, ai primi di ottobre, abbiamo siglato un accordo con i medici di famiglia; ora, con queste due delibere, diamo ulteriori indirizzi specifici, e tempi molto stringenti: i direttori della programmazione delle aziende dovranno presentare all’assessorato un piano di abbattimento delle liste di attesa entro il 1° dicembre. I piani saranno valutati e condivisi dall’assessorato, e dovranno diventare operativi entro il 1° gennaio 2017, per arrivare a regime entro il primo semestre”.

Il primo passo dovrà essere quello di separare completamente il primo accesso (gestito dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta) dalla successiva presa in carico o follow up (gestito dagli specialisti). “Nel primo contatto, il quesito diagnostico, in quanto ancora sconosciuto, presenta tutte le caratteristiche dell’imprevedibilità, e quindi necessita di certezza e tempestività delle prestazioni utili alla risposta”, osserva la Regione in una nota che illustra il provvedimento. È dunque previsto che per il primo accesso si debba tenere conto di codici di priorità, garantendo la prestazione entro 48 ore se urgente, entro 10 giorni se l’urgenza è definita “breve”; negli altri casi, entro 15 giorni per le visite specialistiche ed entro 30 giorni per le prestazioni diagnostiche.

Per le prestazioni di secondo accesso (o follow up), dovrà essere garantita la presa in carico nel tempo da parte dello specialista per il controllo dei propri pazienti, riducendo il fenomeno della frammentazione dei percorsi di presa in cura. Dovranno essere previste agende dinamiche a validità annuale a scorrimento giornaliero, gestite direttamente, o attraverso servizi dedicati. “I medici di medicina generale avranno un ruolo fondamentale anche nella gestione dei percorsi della cronicità”, spiega la Regione.

La delibera ridefinisce anche gli ambiti di garanzia dei tempi massimi: per le prestazioni specialistiche di base l’offerta deve essere determinata a livello di zona; le altre prestazioni devono essere garantite a livello di azienda sanitaria; quelle ad alta specialità devono essere garantite comunque a livello di Area vasta.

La seconda delibera dà gli indirizzi regionali per la revisione delle modalità organizzative nella gestione del follow up oncologico, allo scopo di “assicurare la massima attenzione alle persone con patologie oncologiche nelle fasi successive al trattamento e al tempo stesso garantire una maggiore appropriatezza nell’uso delle risorse”. Anche in questo caso, l’obiettivo è “garantire al paziente un accesso più semplice possibile agli interventi in grado di soddisfare il suo bisogno di cura, superando l’attuale frammentarietà delle risposte”. “La domanda per patologia oncologica – osserva l regione – si caratterizza per essere diffusa, complessa, e sempre ad alto impatto emotivo, e richiede risposte con caratteristiche di elevata integrazione professionale, tempestive ed omogenee, all’interno di percorsi assistenziali con accessi guidati, che assicurino la continuità di cura”.

Tra le indicazioni contenute nella delibera, l’istituzione in ogni Cord (Centro oncologico di riferimento dipartimentale) di un Punto Servizi, cui il paziente sa di poter fare riferimento per assistenza, orientamento e supporto: “Unica interfaccia per tutti gli accertamenti previsti dal follow up per i pazienti oncologici seguiti dalla struttura, che quindi non dovranno più rivolgersi ai sistemi di prenotazione delle prestazioni di primo accesso”. Ad ogni paziente inserito in un programma di follow up deve essere fornito un programma di controlli periodici concordato tra gli specialisti di riferimento.

Sulla base dei dati del Registro Tumori, in Toscana si diagnosticano circa 25.000 nuovi casi di tumore l’anno. I pazienti affetti da tumore in Toscana sono stimati oltre 180.000 e determinano ogni anno circa 465.000 visite specialistiche e oltre 390.000 prestazioni di diagnostica per immagini.

La nota ricorda infine che “la Regione ha responsabilizzato le direzioni aziendali, inserendo il miglioramento dei tempi di attesa tra gli obiettivi di mandato dei direttori generali”.


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