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Federfarma informa che l’Antitrust ha aperto un ulteriore procedimento contro un altro sito di market place (Vova), dopo aver già puntato il dito contro Amazon, eBay e Wish per pratiche commerciali sleali legate all’emergenza covid-19.

L’Antitrust continua a esaminare la legittimità dei prodotti messi in vendita online, contestando anche la responsabilità dei titolari dei market place. Con un comunicato l’Antitrust ha fatto sapere, quindi, di star conducendo delle indagini nei confronti del sito Voya, una piattaforma chiamata a fornire i servizi ai consumatori residenti in Europa, gestita da ZC limited (UK), per la quale risulta però un controllo a livello globale da parte di un quartier generale sito ad Hong Kong. Anche in questo caso l’apertura del provvedimento non si limita al solo esame della legittimità delle supposte pratiche commerciali sleali, ma prevede anche – in considerazione della necessità di agire con urgenza per bloccare gli eventuali effetti nefasti sui consumatori dell’attività in questione – l’apertura di un sub-procedimento cautelare. Oggetto del procedimento sono le attività di vendita di prodotti per la prevenzione e/o la diagnosi del contagio dal virus covid-19, svolte proprio da questa piattaforma.   In primo luogo, a finire sotto la lente dell’Antitrust è l’offerta di alcuni presunti test kit per la diagnosi domiciliare del coronavirus, ovvero la possibilità di rilevare gli anticorpi del nuovo coronavirus nel sangue umano, nel siero o nel plasma.

L’Antitrust contesta alla piattaforma in questione che tali attività promozionali vengono poste in essere in contrasto con precise indicazioni delle Autorità sanitarie circa la non attendibilità di tali test. In ciò risiede la concreta possibilità che tali iniziative promozionali siano illecite ed in grado di ingannare e di porre in pericolo la salute dei consumatori. In secondo luogo, viene contestato l’utilizzo di alcuni messaggi pubblicitari che attribuiscono alle mascherine filtranti una specifica efficacia in termini di protezione e/odi contrasto nei confronti del virus covid-19.Per entrambi i prodotti, ovvero test e mascherine, l’Antitrust opererà un’azione di verifica in merito all’elevato livello di prezzi registrato nelle ultime settimane.
Anche in questo caso, come nel caso del provvedimento nei confronti di Wish, l’Antitrust non è partita da una specifica denuncia, ma aperto il “fascicolo” dopo una verifica effettuata d’ufficio. Ciò rientra nell’ampia e meritoria attività di monitoraggio del settore dell’e-Commerce che l’Autorità sta portando avanti in questa specifica fase di emergenza sanitaria.

Federfarma ribadisce ancora una volta come, a suo avviso, l’attività dell’Antitrust sia assolutamente meritoria, in quanto vengono finalmente messe in luce le responsabilità non solo dei venditori, ma anche dei market place che li ospitano sulle loro piattaforme.

Infine, con pubblicazione sul Bollettino del 4maggio l’Antitrust ha chiuso il provvedimento nei confronti del sito https://farmacocoronavirus.it. Con tale decisione l’Antitrust ha confermato quanto già deciso con proprio provvedimento cautelare, ovvero la sospensione di ogni attività posta in essere dal sito in questione, il cui effettivo titolare è risultato ignoto dato che il nome della persona fisica utilizzato per registrare il dominio è risultato inesistente.


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Tra farmaci, alimenti e prestazioni mediche abusive numerosi i controlli a tappeto effettuati dai Carabinieri negli ultimi tre mesi. Accertati 243 esiti non conformi, pari al 51% delle aziende ispezionate.

Una vasta e articolata campagna di controllo delle vendite on line, effettuata dai Carabinieri dei Nas e, in particolare, il Reparto Operativo Centrale, il Nucleo AIFA e i nuclei territoriali ha consentito di accertare 243 esiti non conformi, pari al 51% delle aziende ispezionate.

Nei tre mesi di monitoraggio, su oltre 650 siti web, sono state, infatti, rilevate criticità nell’offerta on-line di prestazioni mediche da parte di soggetti non abilitati all’esercizio della professione sanitaria e la conseguente denuncia all’Autorità Giudiziaria di 2 persone con l’accusa di tentato esercizio abusivo della professione sanitaria.

Le verifiche mirate al controllo della filiera del farmaco, inoltre, ha consentito di rilevare 153 situazioni non regolari. In particolare, il fenomeno più preoccupante riguarda farmaci venduti su canali totalmente illegali e anonimi, con altissimo rischio per l’acquirente.

Complessivamente sono stati intercettati oltre 2.000 plichi/pacchi postali contenenti farmaci non dichiarati ed il conseguente sequestro di 4.000 confezioni e 111.000 di fiale e compresse di medicinali destinati al trattamento di disfunzioni erettili, calvizie e controllo del peso che ha avuto, come conseguenza, la successiva denuncia di 256 persone. Un altro versante di irregolarità ha interessato aziende che promuovevano la vendita a distanza di medicinali, per 80 aziende è scattata la sanzione pecuniaria.

Anche nell’ambito della sicurezza alimentare sono stati effettuati controlli sulle vendite on-line, sono state accertate 87 irregolarità e denunciati 5 titolari di aziende per reati di frode in commercio e detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione. Inoltre, sono state notificate denunce nei confronti di 73 operatori per irregolarità di natura strutturale, igienico-sanitaria, tracciabilità ed etichettatura, tra cui l’omessa indicazione degli ingredienti e degli allergeni in essi contenuti. A causa di tali violazioni sono state sequestrate 11.400 confezioni irregolarmente destinate alla vendita on line.

Sempre nella filiera agroalimentare, sono stati individuati anche siti web che promuovevano la vendita di prodotti destinati all’uso agricolo (pesticidi, diserbanti) con principi attivi soggetti a restrizioni, offerti su siti internet, senza alcun vaglio dell’abilitazione dell’acquirente, privi dell’etichettatura corretta o in assenza di autorizzazione ministeriali.


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