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Dopo l’apertura della farmacia rinnovata, più ampia e più accogliente, torniamo ad effettuare anche i TAMPONI ANTIGENICI
👉  Tutti i giorni feriali dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 11.00 nel gazebo in Piazza Montanelli, proprio davanti alla Farmacia.
Per informazioni:
Farmacia Serafini
📍 Via G. Nelli 23, Fucecchio
📲 Tel & Whatsapp 0571 20027

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Continuano le operazioni dei Nas, di concerto con il ministero della Salute, per il contrasto alla vendita illecita on line di farmaci legati al Covid-19. Anche dopo la cessazione dello stato di emergenza e la progressiva riduzione delle misure emergenziali, il mercato virtuale veicolato dalla rete Internet si conferma fonte di commercio e approvvigionamento di farmaci, molto spesso non autorizzati, che vantano proprietà in grado di prevenire e curare diverse patologie.

L’attività investigativa dei Nas sinora condotta ha portato, nel 2022, i militari del reparto operativo a eseguire in totale 61 provvedimenti di blocco all’accesso dal territorio nazionale, ovvero di ‘oscuramento’.

Sulle vetrine virtuali dei siti oscurati erano offerti medicinali legati alla cura del Covid-19, a base di principi attivi soggetti a particolari restrizioni d’uso e specifiche indicazioni d’impiego clinico o sperimentale in relazione all’infezione da Sars-Cov-2. Tra i medicinali soggetti a prescrizione obbligatoria e presentati sui siti oscurati, anche alcuni a base di ioduro di potassio, indicati in casi di carenza di iodio, e altri contenenti tossina botulinica utilizzabili solo sotto controllo di personale sanitario, nonché dispositivi medici iniettabili per via sottocutanea, i filler, a base di acido ialuronico, anch’essi riservati all’esclusivo impiego da parte di sanitari. Gli interventi di blocco hanno compreso altri siti web connessi con l’illecita offerta on line di medicinali veterinari.

Da anni Federfarma (l’Associazione di categoria dei titolari di Farmacia) lavora in stretta sinergia con le Forze dell’Ordine e l’AIFA (Agenzia italiana del farmaco) per la lotta alla contraffazione dei farmaci che, se non dannosi per la salute, risultano spesso privi di qualsivoglia principio attivo.


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L’11 marzo, a Roma, presso la Fondazione Policlinico Gemelli di Roma, una donna di 62 anni è stata sottoposta a intervento di istero-annessiectomia (asportazione di utero e ovaie) con robot chirurgico Hugo. L’intervento è stato condotto da Giovanni Scambia, Direttore del Dipartimento Universitario Scienze della Vita e di Sanità Pubblica dell’Università Cattolica e Direttore Scientifico della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs.

“Quello effettuato oggi presso la Fondazione Policlinico Gemelli – spiega Scambia – è il primo intervento di chirurgia ginecologica realizzato in Europa con il nuovo sistema di chirurgia robot-assistita Hugo, una nuova piattaforma robotica che, oltre ad essere frutto di tecnologie avanzate e innovative, ha costi molto competitivi rispetto alla robotica precedente. E questo potrebbe finalmente sdoganare e far decollare questa branca della chirurgia, nata vent’anni fa e ancora utilizzata in appena il 3% di tutti gli interventi chirurgici effettuati ogni anno nel mondo. Avere a disposizione questa nuova strumentazione rende il Policlinico Gemelli ancora più all’avanguardia a livello internazionale. Abbiamo in programma di utilizzare il nuovo sistema di chirurgia robot-assistita Hugo, non solo per patologie ginecologiche benigne di crescente complessità, ma anche per la patologia oncologica, arrivando pian piano ad effettuare interventi sempre più complessi e mininvasivi”.

L’intervento
Durato appena un’ora, il primo intervento di chirurgia ginecologica effettuato in Europa con il sistema di chirurgia robot-assistita Hugo è una istero-anniessectomia profilattica su una paziente di 62 anni con mutazione BRCA (il cosiddetto gene di Angelina Jolie), che espone ad un rischio aumentato di neoplasie ginecologiche. Le diverse fasi dell’intervento sono le stesse utilizzate anche nel caso di un intervento di questo tipo effettuato dall’équipe del professor Scambia in laparotomia o in laparoscopia.

Una nuova era nella chirurgia robotica
Il sistema di chirurgia robot-assistita Hugo è stato realizzato per rendere disponibili i benefici della chirurgia robotica a più pazienti in tutto il mondo, sia in ambito ginecologico che in ambito urologico, che rappresentano oggi circa la metà degli interventi con tecnologia robotica eseguiti oggi. Questo grazie al fatto di avere dei costi più sostenibili e una maggior flessibilità: è un sistema a ‘moduli’ che ben si adatta a tutte le tipologie di intervento e di sala operatoria.

“L’arrivo del sistema di chirurgia robot-assistita Hugo di Medtronic – dice Michele Perrino, Presidente e Amministratore delegato di Medtronic Italia – segna una nuova era della chirurgia robotica, che rende la tecnologia sanitaria più accessibile, superando le barriere relative al costo che ne hanno frenato l’adozione. All’avanguardia anche nella chirurgia vertebrale, grazie alla piattaforma robotica Mazor già disponibile sul mercato, per Medtronic l’innovazione, l’impiego della tecnologia e l’analisi dei dati, che sono le caratteristiche che contraddistinguono anche il sistema di chirurgia robot-assistita Hugo, sono driver fondamentali per migliorare gli esiti sanitari ed estendere l’acceso alle cure democratizzando la chirurgia. L’adozione del sistema di chirurgia robot-assistita Hugo in un centro di eccellenza come la Fondazione Policlinico Gemelli conferma la nostra volontà di collaborare con Istituti che condividono la nostra visione, compiendo un altro significativo passo per rendere la chirurgia robotica mini-invasiva accessibile a più pazienti e strutture sanitarie nel mondo, contribuendo così ad una vera e propria trasformazione del sistema Salute in cui innovazione e tecnologia assumono un ruolo fondamentale”.


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nel gazebo in Piazza Montanelli

Dal lunedì al venerdì dalle ore 10,00 alle ore 12,30

Gli studenti hanno la priorità dalle ore 11,00 alle ore 12,00

I tamponi prenotati sul Portale verranno eseguiti all’orario indicato

Chi ha la prescrizione medica deve prenotare sul portale PrenotaTamponi

Documenti necessari: Tessera Sanitaria e Documento di Identità o Voucher con QR Code


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Confermato per il prossimo triennio come ‘Centro medico accademico’ dalla Joint Commission International. I supervisori della JCI hanno valutato l’Ospedale della Santa Sede su un totale di circa 300 standard e 1250 elementi misurabili, riscontrando alla fine solo 7 elementi parzialmente rispondenti, mentre tutti gli altri elementi sono stati considerati “pienamente rispondenti” agli standard internazionali di qualità e sicurezza delle cure.

È stato confermato per il prossimo triennio (2022-2024) l’accreditamento internazionale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù come “Centro Medico Accademico” (Academic Medical Center). Il rapporto ufficiale della Joint Commission International (JCI), il principale ente accreditatore internazionale in campo sanitario, è arrivato a distanza di pochi giorni dall’indagine di valutazione svoltasi nella sede del Gianicolo dal 20 al 24 settembre.

I supervisori della Joint Commission International, si legge in una nota dell’Ospedale romano, hanno valutato l’Ospedale della Santa Sede su un totale di circa 300 standard e 1250 elementi misurabili, riscontrando alla fine solo 7 elementi parzialmente rispondenti, mentre tutti gli altri elementi sono stati considerati “pienamente rispondenti” agli standard internazionali di qualità e sicurezza delle cure.

Si tratta del miglior risultato mai ottenuto dalla prima certificazione del 2006, rinnovata poi negli anni successivi. Nel 2015, il primo riconoscimento come “Centro Medico Accademico” per l’intensa attività nel campo della formazione medica e della ricerca clinica, in virtù della collaborazione con l’Università di Tor Vergata, di cui l’Ospedale ospita la sede della cattedra di Pediatria.

Nella restituzione dei lavori, al termine della visita, gli esaminatori della JCI hanno espresso parole di grande apprezzamento nei confronti del Bambino Gesù e del suo personale: “Tutti gli operatori hanno partecipato ai lavori della survey con spirito di collaborazione e condivisione. Siamo rimasti ammirati da quello che fate in termini di competenza e dedizione, dalla vostra capacità di rispettare i diritti del bambino e di coinvolgerlo del processo di cura”.

“Questo ospedale – hanno concluso i supervisori – ha dato prova di grande eccellenza per quanto riguarda la qualità e l’assistenza prestata ai pazienti. Il miglioramento della qualità delle cure fa ormai parte del vostro DNA. Siamo certi che continuerete a riscuotere successo sia in Italia che nel resto del mondo con il vostro esempio”.

Joint Commission International è la divisione internazionale di The Joint Commission (USA), organizzazione non governativa dedita da oltre 75 anni al miglioramento della qualità e della sicurezza nei servizi sanitari. L’accreditamento JCI, oggi, è considerato lo standard di primo livello nell’assistenza sanitaria mondiale.

“Sono molto orgogliosa di questo risultato – ha commentato la presidente del Bambino Gesù Mariella Enoc – e molto grata nei confronti del personale dell’Ospedale, che anche in una stagione difficile come questa – segnata dalla pandemia – ha concentrato i suoi sforzi nel miglioramento della qualità e della sicurezza delle cure rivolte ai nostri pazienti. L’accreditamento JCI è uno strumento prezioso di governo clinico, che negli anni ci ha aiutato sempre di più a lavorare in modo multidisciplinare con spirito di squadra, consolidando la cultura internazionale dei nostri progetti di innovazione clinica”.

Soddisfazione per il riconoscimento è stata espressa anche dall’Assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato: “Un giusto riconoscimento per la competenza e la passione dei professionisti e degli operatori sempre rivolta alla cura dei più piccoli. Una vera eccellenza del nostro Sistema sanitario regionale dimostrata anche nella gestione della pandemia”.

(La foto di copertina è di: Ospedale Bambino Gesù – Sede di San Paolo)

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Sono state 11 le equipe impegnate in contemporanea che hanno consentito di trapiantare 2 cuori, un polmone, 2 fegati e 4 reni. Un risultato raggiunto grazie alla generosità e solidarietà dei donatori e dei loro familiari.

È stata una vera e propria maratona di trapianti quella che tra martedì 21 e mercoledì 22 settembre ha consentito, grazie alla grande generosità dei donatori e delle loro famiglie, di trapiantare all’Irccs Policlinico di Sant’Orsola, 9 persone in 24 ore 2 di cuore, una di polmone, 2 di fegato e 4 di rene. A beneficiarne 4 donne e 5 maschi tra i 26 e i 68 anni, provenienti da tutta Italia: Sicilia, Sardegna, Puglia, Toscana e anche Emilia Romagna.

Sono stati 123 i professionisti che hanno lavorato senza sosta per riuscire nell’impresa di garantire a ognuna delle 9 persone che lo attendevano un organo nuovo. In contemporanea anche due complicati interventi cardiochirurgici in emergenza di dissezione dell’aorta. 11 equipe al lavoro praticamente all’unisono.

L’Irccs Policlinico di Sant’Orsola in 20 ore ha mobilitato 123 professionisti: 56 chirurghi, 11 anestesisti, 11 perfusionisti, 27 infermieri e 18 Oss. Utilizzate complessivamente 74 unità di sangue (circa 20 litri) e 15 litri di plasma (frutto della generosità di oltre 80 donatori). Particolarmente intenso l’impegno della Cardiochirurgia che, oltre ai due trapianti di Cuore, ha garantito la presenza del cardiochirurgo durante il trapianto di Polmone al fianco dei chirurghi toracici ed è intervenuta su due delicati interventi di dissezione dell’aorta. Impegnate quasi contemporaneamente 5 equipe cardiochirurgiche. La Cardiochirurgia del Policlinico Sant’Orsola ha così confermato il suo ruolo di riferimento Regionale per il trattamento della patologia aortica acuta.

Impennata delle donazioni. Questi risultati non sarebbero però possibili solo con la capacità clinica e organizzativa del sistema sanitario, se non ci fosse a monte il gesto di grande generosità e solidarietà dei donatori e dei loro familiari.


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