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Obiettivo recuperare 900 mila tonnellate di pannolini con tecnologia tutta italiana. Il Ministro dell’Ambiente: “Oggi ho firmato il decreto con cui può finalmente decollare un’industria tutta italiana che coniuga il riciclaggio e la conseguente riduzione del problema dello smaltimento dei rifiuti con la creazione di tantissimi posti di lavoro”.

“Un giorno importante e un passaggio epocale per l’economia circolare. Oggi ho firmato il decreto con cui può finalmente decollare un’industria tutta italiana che coniuga il riciclaggio e la conseguente riduzione del problema dello smaltimento dei rifiuti con la creazione di tantissimi posti di lavoro”, così il ministro dell’Ambiente Sergio Costa che ha appena firmato il decreto end of waste per il riciclo dei PAP, prodotti assorbenti della persona come i pannolini, che permetterà  di far sviluppare una tecnologia industriale italiana creando nuovi posti di lavoro. “Si potranno – ha continuato Costa – quindi recuperare e non mandare a incenerimento o discarica ben 900 mila tonnellate l’anno di rifiuti”.

I prossimi in ordine temporale che stanno arrivando a conclusione, dopo vari passaggi istituzionali, che comprendono anche la valutazione presso la Commissione Europea, sono i decreti end of waste per il recupero degli pneumatici, carta e cartone, plastiche miste e rifiuti da costruzione e demolizione.

“Questi sono i sì che ci piacciono. Questi sono i passi giusti per un futuro sostenibile e un’economia circolare che coniughi posti di lavoro e tutela ambientale dando piena realizzazione alla gerarchia dei rifiuti come fissata dall’Unione europea”, conclude il ministro.


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Secondo uno studio cinese, chi continua a fumare dopo aver avuto un ictus è esposto a un maggior rischio di averne un secondo. Il rischio aumenta proporzionalmente al numero di sigarette fumate al giorno.

Il fumatore che ha avuto un ictus, se non smette o almeno riduce il numero di sigarette, ha molte probabilità di essere vittima di un secondo ictus. Su questo aspetto ha fatto luce uno studio condotto dalla Nanjing Medical University di Jiangsu – curato da Gelin Xu  – che ha preso in considerazione 3.609 pazienti sopravvissuti a un ictus.

Di questi, 1.475, pari al 48%, erano fumatori, mentre il 9% era composto da ex fumatori. Tra coloro che fumava al momento dell’ictus, 908 persone – pari al 62% – sono riuscite a smettere pochi mesi dopo. Tutti quelli che avevano smesso dopo l’ictus presentavano il 29% in meno delle probabilità di averne un secondo rispetto a chi aveva deciso di continuare a fumare.

Rispetto ai non fumatori, coloro che invece continuavano a fumare fino a 20 sigarette al giorno presentavano il 68% in più delle probabilità di avere un altro ictus e il rischio si triplicava con 40 sigarette al giorno.

Fonte: Journal of the American Heart Association 2019

Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science


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Andare a scuola a piedi o in bici, piuttosto che in macchina o in autobus, fa bene ai bambini. Contribuisce infatti a ridurre il rischio di sovrappeso e obesità.

Lo evidenzia una ricerca dell’Università di Cambridge, pubblicata su BMC Public Health.

Lo studio ha valutato l’impatto dell’attività fisica sui livelli di sovrappeso e obesità infantile, mettendo in relazione due dei principali tipi di movimento al di fuori di quello praticato a scuola: spostamenti giornalieri per andare nel proprio edificio scolastico e sport.

I ricercatori hanno preso in esame i dati relativi a 2171 bambini, tra i cinque e gli undici anni, provenienti da tutta Londra. Invece di usare l’indice di massa corporea come misura dell’obesità, hanno misurato il grasso corporeo e la massa muscolare e valutato come questi due indicatori fossero correlati con i livelli di attività fisica.

La ricerca ha evidenziato che quasi la metà dei bambini risultavano praticare sport ogni giorno, e una proporzione simile si spostava verso scuola attivamente. È emerso che i ragazzi che facevano attività sportiva avevano un livello inferiore di massa grassa e più sviluppo muscolare e quelli che andavano a piedi a scuola presentavano altrettanto un livello grasso corporeo inferiore, e quindi meno probabilità di essere sovrappeso o obesi.

ANSA


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Sono potenzialmente tossici e aumentano il rischio di reazioni allergiche: i medici estetici bocciano i cosmetici fatti in casa, realizzati seguendo tutorial che spopolano su youtube e sui blog.

Questo uno dei temi al centro del 40/o Congresso della Società Italiana di Medicina Estetica (Sime).

Le chiamano ‘spignattatrici’ e hanno successo soprattutto tra le giovanissime: sono delle youtuber o blogger che offrono ricette per realizzare in casa creme, smalti e lucidalabbra, nell’ottica di una filosofia ‘green’ che suggerisce “di rinunciare a comprare prodotti di bellezza costosi o nocivi per l’ambiente, per abbracciare una cosmesi genuina ed economica”. Sembrerebbe una pratica innocente, ma non è così.

«In realtà, questi mix possono creare reazioni di tipo allergico. I rischi – spiega il presidente Sime, Emanuele Bartoletti – sono prima di tutto l’origine delle sostanze, spesso non certificata; poi come miscelarle, perché non tutte sono compatibili fra loro. Infine, problemi di conservazione e rischio di contaminazione batterica».

«Il fenomeno delle ‘spignattatrici’ – commenta Alexia Ariano, avvocato esperto in materia – nasce da internet, ma ha dietro le aziende, che da un lato hanno creato dei prodotti ‘assemblabili’ dal consumatore e, dall’altro, hanno esasperato l’interesse per il ‘green’, usando strategie di marketing».

Quello che pochi sanno è che la pericolosità di queste ricette fai date «può avere risvolti penali, se i composti vengono regalati a terze persone, poiché si va a minare la sicurezza altrui. Occorre una seria riflessione sulle insidie nascoste nel mercato cosmetico fai-da-te». I cosmetici, conclude Bartoletti, «non sono più pozioni magiche. Per complessità, studi scientifici e indicazioni possono quasi essere paragonati a un farmaco. Ma proprio per questo, la cute deve essere studiata prima di prescriverne uno».

ANSA


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Il Ministero informa che l’Iss ha rilevato nuovi casi di epatite colestatica acuta, non infettiva e non contagiosa, riconducibili al consumo di curcuma e che sono in corso verifiche sul territorio da parte delle autorità sanitarie. “I consumatori sono invitati a titolo precauzionale a sospendere temporamente il consumo di tali prodotti”

Il ministero della Salute informa che l’Istituto Superiore di Sanità ha segnalato nove casi di epatite colestatica acuta, non infettiva e non contagiosa, riconducibili al consumo di integratori alimentari a base di curcuma e che sono in corso verifiche sul territorio da parte delle autorità sanitarie.

Gli ultimi prodotti segnalati sono:
Curcuma complex B.A.I. aromatici per conto di Vitamin shop
Tumercur Sanandrea
MOVART Scharper SpA stabilimento a Nichelino
Curcuma Meriva 95% 520mg Piperina 5 mg Farmacia dr. Ragazzi, Malcontenta
Curcuma “Buoni di natura” Colfiorito

che si aggiungono ai prodotti già segnalati il 10 e il 16 maggio scorsi:
Curcumina Plus 95%, lotto 18L823 NI.VA prodotto da Frama
Curcumina 95% Kline lotto 18M861 NI.VA prodotto da Frama
Curcumina Plus 95% piperina linea@ lotto 2077-LOT 198914 NI.VA prodotto da Frama
Curcumina Plus 95% piperina linea@ 18e590 NI.VA prodotto da Frama

“I consumatori – dichiara il Ministero della Salute – sono invitati a titolo precauzionale a sospendere temporamente il consumo di tali prodotti. Sono in corso le verifiche per individuare la causa responsabile dei casi di epatite”.


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Dai 60 anni in poi il cervello perde annualmente circa lo 0,2 per cento del suo volume. Un buon modo per contrastare questa perdita è quello di svolgere una leggera attività fisica quotidiana, come 19 minuti di camminata.

Il volume del cervello diminuisce dello 0,2% circa ogni anno partire dai 60 anni. Un restringimento eccessivo è legato a problemi cognitivi. E una leggera attività fisica potrebbe avere effetti benefici su questo processo. L’evidenza emerge da uno studio condotto da un team della Boston University School of Medicine guidato da Nicole Spartano.

Lo studio

Lo studio è stato condotto su 2.354 volontari di mezza età ,che sono stati sottoposti a diversi livelli e frequenza di attività fisica. I ricercatori hanno allora osservato che ogni ora di leggera attività fisica in più era associata ad un aumento del volume cerebrale superiore dello 0,22%. Un’attività fisica d’intensità moderata, come camminare a passo sostenuto, svolta per 19 minuti al giorno, era invece associata ad un volume cerebrale maggiore dello 0,29% rispetto a coloro che svolgevano in media un’attività per meno di 10 minuti al giorno.

Una differenza del volume cerebrale è stata riscontrata anche rispetto al numero di passi: i partecipanti che effettuavano almeno 7.500 passi al giorno presentavano volumi cerebrali maggiori di coloro che avevano una media inferiore a 7.500. I livelli di esercizio fisico dello studio sono inferiori a quelli che, secondo le linee guida, possono apportare sostanziali benefici per la salute. Gli adulti dovrebbero puntare ad almeno 150 minuti a settimana, quindi circa 21 minuti al giorno, di attività fisica d’intensità moderata, oppure 75 minuti a settimana di esercizio fisico vigoroso, e almeno 10.000 passi al giorno.

I partecipanti hanno indossato un piccolo accelerometro per un periodo variabile dai 3 agli 8 giorni. In questo modo sono stati misurati il dispendio energetico e il numero di passi. Il volume del cervello è stato valutato usando la risonanza magnetica. Secondo le stime dei ricercatori, ogni ora aggiuntiva di attività fisica di lieve intensità sarebbe associata a circa 1,1 anni d’invecchiamento cerebrale in meno.

Fonte: AMA Network Open

Ankur Banerjee

(Versione italiana per Quotidiano Sanità/Popular Science)


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La Toscana erogherà gratuitamente, oltre agli spray nasali per la rinite allergica, anche l’immunoterapia specifica per gli allergici agli acari della polvere. Il farmaco dovrà essere prescritto da uno specialista ospedaliero allergologo-immunologo clinico operante all’interno delle strutture pubbliche della Regione.

Circa 750.00-950.000 persone, in Toscana, soffrono di rinite allergica, 190.000-380.000 di asma bronchiale e circa 380.000-760.000 coloro c che risultano positive ai test cutanei o alla ricerca delle IgE specifiche per acari: questo non significa necessariamente che tutte queste persone abbiano sintomi derivanti da tale sensibilizzazione e il ruolo dello specialista allergologo è fondamentale nella definizione clinica di “vera” allergia e quindi di paziente indicato per le specifiche terapie. Per loro, in Toscana, arriva da oggi una importante novità: la Regione erogherà gratuitamente, oltre agli spray nasali per la rinite allergica, anche l’immunoterapia specifica per gli allergici agli acari della polvere. Lo stabilisce una delibera presentata dall’assessore al diritto alla salute e approvata dalla giunta nel corso della sua ultima seduta.

“L’immunoterapia specifica è una terapia indicata per la rinite allergica agli acari della polvere da lieve a grave, associata ad asma allergico agli acari della polvere non ben controllato da corticosteroidi inalatori e broncodilatatori: anche questo farmaco dovrà essere prescritto da uno specialista ospedaliero allergologo-immunologo clinico operante all’interno delle strutture pubbliche della Regione. Viene garantita la continuità terapeutica con farmaci corticosteroidi topici nasali”, spiega la Regione in una nota.

Nella nota si evidenzia come le malattie allergiche respiratorie sono in costante aumento, con un grave impatto sulla qualità della vita, sui costi per l’assistenza sanitaria, e anche sull’assenteismo dal lavoro. La rinite allergica è spesso associata ad altre patologie: asma bronchiale, congiuntivite, rinosinusite, poliposi nasale, infezione del tratto respiratorio inferiore, ipertrofia adenoidea, otite, disturbi del sonno, e persino malocclusione dentale. La catena tra rinite e asma è molto breve, e spesso chi ha problemi di rinite può avere complicazioni asmatiche.

“In molti casi – spiega la nota – la rinite allergica è provocata dagli acari della polvere, in maniera di solito indipendente dai fattori stagionali che caratterizzano altri tipi di allergie, come quelle ai pollini. Da qui la necessità di una terapia immunizzante, che consente di ridurre il ricorso a terapie cortisoniche e con altri farmaci: si tratta però di una terapia costosa, che non tutti potrebbero permettersi (circa 1.400 euro l’anno per almeno tre anni). Per questo la Regione ha deciso di erogarla a carico del Servizio sanitario regionale”.

L’Immunoterapia specifica (ITS) consiste nella somministrazione a dosi crescenti per via orale dei componenti allergizzanti degli acari della polvere di casa: ad oggi è considerato l’unico trattamento in grado di ottenere una riduzione della sensibilità del paziente verso gli allergeni, in questo caso degli acari, ed è in grado anche di limitare la progressione della rinite in asma e il rischio di comparsa di altre condizioni associate. Il miglioramento della qualità di vita del paziente è un dato certo; inoltre, il trattamento con l’ITS consente una riduzione di eventi clinici ben più gravi, e anche il minor ricorso a ricoveri ospedalieri e un contenimento del consumo dei farmaci sintomatici.


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Allattare al seno il proprio bimbo, quando lo si può fare, aiuta a proteggerlo dall’obesità.

Lo evidenzia uno studio condotto dall’Istituto Nazionale della Sanità in Portogallo e promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, presentato all’European Congress on Obesity a Glasgow. La ricerca fa parte della Who Childhood Obesity Surveillance Initiative, guidata dal dottor João Breda, capo dell’ufficio europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili dell’Oms.

Per quanto riguarda l’allattamento al seno, l’analisi, che ha compreso 16 paesi tra i quali l’Italia e 29.245 bambini, ha trovato un effetto protettivo: rispetto ai bambini allattati al seno per 6 mesi, quelli che non erano mai stati avevano il 22% in più di probabilità di essere obesi; mentre quelli allattati però per meno di un semestre avevano il 12% in più di probabilità di essere in sovrappeso. Risultati simili sono emersi anche per quanto riguarda l’allattamento al seno esclusivo, sulla base di dati provenienti da 8 paesi (15.371 bambini). L’analisi ha rivelato anche un rischio maggiore del 50% di obesità infantile in caso di parto prematuro. Il basso peso alla nascita è risultato essere un fattore in qualche modo ‘protettivo’, riducendo il rischio di sovrappeso del 35%, mentre al contrario si è riscontrato che un peso importante aumentava il rischio del 9%. Gli studiosi rilevano che nonostante continue prove derivati dalla ricerca scientifica che mostrano i benefici dell’allattamento al seno, quello esclusivo in Europa rimane al di sotto della raccomandazione globale. Se infatti in quasi tutti i paesi oltre il 77% dei bambini veniva allattato al seno, c’erano però delle eccezioni: in Irlanda, Francia e Malta, il 46%, il 38% e il 35% dei bambini, rispettivamente, non lo erano mai stati. Solo 4 paesi su 12, poi, avevano una prevalenza del 25% o più di allattamento al seno esclusivo (per 6 mesi o più), tra cui Georgia (35%) e Kazakistan (51%).

ANSA


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I medici del S. Salvatore de L’Aquila gli hanno impiantato elettrodi nel cervello e poi li hanno collegati a un generatore d’impulsi: il disturbo eliminato all’istante, a paziente sveglio. L’uomo, 66 anni, aveva inutilmente cercato di curarsi con la terapia farmacologica. L’operazione preceduta da un complesso lavoro di squadra che ha coinvolto molti servizi e reparti.

Eliminazione all’istante, a paziente sveglio, del forte tremore del Parkinson prima alla mano sinistra e poi all’altra: è questo l’effetto più impattante dell’intervento come evidenziato dal filmato realizzato dall’équipe della neurochirurgia dell’ospedale di L’Aquila che, per prima in Abruzzo, ha effettuato un intervento che azzera i sintomi della malattia. Con un semplice click dei medici, che innesca un generatore d’impulsi, un uomo di 66 anni, Erminio Bellaria, si è così riappropriato dell’autonomia dei movimenti di mani e braccia ed è tornato a cimentarsi col suo amato hobby: suonare la chitarra.

In cosa consiste l’innovativo intervento della neurochirurgia sulla stimolazione profonda cerebrale (Dbs), attualmente appannaggio solo di pochi ospedali italiani? “In sostanza – hanno spiegato dalla Asl -, gli specialisti impiantano elettrodi nel cervello, tramite dei fori sul cranio, su alcuni nuclei della base dell’encefalo (millimetrici) che regolano il movimento e che, non funzionando bene, sono causa del tremore. L’esatta collocazione degli elettrodi viene programmata attraverso un’accurata fase pre-operatoria e perfezionata da un sistema di neurovigazione. Gli elettrodi vengono poi collegati a un generatore d’impulsi, collocato nella regione sottocutanea del torace”.

L’intervento è stato eseguito dal dr. Francesco Abbate, che fa parte dell’équipe di neurochirurgia diretta dal dr. Alessandro Ricci ed è il frutto di un certosino lavoro di squadra che ha coinvolto più specialità. Oltre alla neurochirurgia, infatti, sono intervenuti per le diverse competenze, il dr. Alfonso Marrelli, direttore della neurofisiopatologia, il prof. Carlo Masciocchi della radiologia universitaria (con la dr.ssa Alessia Catalucci), il prof. Carmine Marini, direttore della neurologia (affiancato dalla dr.ssa Patrizia Sucapane e dal dr. Davide Cerone) e, infine, il prof. Franco Marinangeli, direttore del reparto di anestesia, attraverso la dr.ssa Donatella Trovarelli.

Un’azione corale che è servita ad esaminare le condizioni del paziente per verificare se ci fossero tutti gli elementi per sottoporlo all’operazione. L’uomo per anni aveva seguito una terapia a base di farmaci che però si era rivelata inefficace mentre i sintomi del Parkinson gli rendevano la vita sempre più difficile nella quotidianità.

“Eccellenze come quelle che illustriamo oggi – ha detto l’assessore Verì – mi rendono orgogliosa, prima di tutto come cittadina”.

Secondo la Asl il tipo di prestazione illustrata è destinata ad esercitare un’attrazione sia in regione sia al di fuori, quale servizio con caratteristiche di unicità nel trattamento di patologie riconducibili a disturbi del movimento (inefficaci ai farmaci), epilessia, dolore cronico, spasticità e disfunzioni retto-vescicali.


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L’Organizzazione mondiale per la sanità pubblica le raccomandazioni sull’attività fisica, comportamento sedentario e sonno per i bambini sotto i 5 anni. “Migliorare l’attività fisica, ridurre il tempo sedentario e garantire un sonno di qualità nei bambini migliorerà la loro salute fisica e mentale e aiuterà a prevenire l’obesità infantile e le malattie associate più avanti nella vita”.

“I bambini sotto i cinque anni devono trascorrere meno tempo seduti a guardare gli schermi, devono dormire meglio e avere più tempo per giocare se vogliono crescere sani”. È questo il messaggio lanciato dall’Oms nelle sue nuove linee guida sull’attività fisica, comportamento sedentario e sonno per i bambini sotto i 5 anni.

“Raggiungere la salute per tutti significa fare il meglio per la salute fin dall’inizio della vita delle persone”, afferma il direttore generale dell’OMS, Dr Tedros Adhanom Ghebreyesus. “La prima infanzia è un periodo di rapido sviluppo e un momento in cui i modelli di vita familiare possono essere adattati per guadagnare in salute”.

Le nuove linee guida sono state sviluppate da un gruppo di esperti dell’OMS che hanno valutato gli effetti sui bambini piccoli di un sonno inadeguato e del tempo trascorso seduti a guardare schermi o seduti su seggioloni e passeggini. Inoltre sono state anche esaminati i benefici di un aumento dei livelli di attività fisica.

“Migliorare l’attività fisica, ridurre il tempo sedentario e garantire un sonno di qualità nei bambini migliorerà la loro salute fisica e mentale e aiuterà a prevenire l’obesità infantile e le malattie associate più avanti nella vita”, afferma la dott.ssa Fiona Bull, responsabile del programma di sorveglianza della popolazione della prevenzione delle malattie non trasmissibili, presso l’OMS.

I numeri della sedentarietà.

Il mancato rispetto delle attuali raccomandazioni sull’attività fisica è responsabile di oltre 5 milioni di morti a livello globale ogni anno in tutte le fasce d’età. Attualmente, oltre il 23% degli adulti e l’80% degli adolescenti non sono sufficientemente attivi fisicamente.

“Quello che dobbiamo veramente fare è riportare il gioco ai bambini”, afferma la dott.ssa Juana Willumsen. “Si tratta di passare dal tempo sedentario al tempo di gioco, proteggendo al contempo il sonno”.

L’Oms rileva come “lo schema dell’attività complessiva nelle 24 ore è fondamentale: sostituire il tempo prolungato davanti allo schermo con un gioco più attivo o sedentario, assicurandosi che i bambini piccoli ricevano abbastanza sonno di buona qualità. Il tempo sedentario di qualità trascorso in attività interattive non basate sullo schermo con un caregiver, come lettura, narrazione, canto e puzzle, è molto importante per lo sviluppo del bambino”.

Raccomandazioni per i neonati (meno di 1 anno) che dovrebbero:

Essere fisicamente attivi più volte al giorno in vari modi, in particolare attraverso il gioco interattivo basato sul pavimento. Per coloro che non sono ancora in movimento, questo include almeno 30 minuti in posizione prona.

Non essere fermati per più di 1 ora alla volta (ad esempio carrozzine/passeggini, seggioloni o cinghie sulla schiena di un caregiver). Quando si è seduti, incoraggiare la lettura e la narrazione con un caregiver.

Avere 14-17 ore (0-3 mesi di età) o 12-16 ore (4-11 mesi di età) di sonno di buona qualità, compresi i sonnellini.

I bambini di età compresa tra 1 e 2 anni devono:

Trascorrere almeno 180 minuti svolgendo vari tipi di attività fisica a qualsiasi intensità, compresa l’attività fisica di intensità da moderata a intensa, diffusa durante il giorno.

Non restare per più di 1 ora alla volta (ad esempio, carrozzine/passeggini, seggioloni o cinturino sulla schiena di un caregiver) o rimanere seduti per lunghi periodi di tempo. Per i bambini di un anno, il tempo davanti allo schermo (come guardare la TV o i video, giocare ai videogiochi) non è raccomandato. Per quelli di 2 anni, il tempo di schermo sedentario non dovrebbe essere superiore a 1 ora (meno è meglio). Quando si è seduti, si incoraggia la lettura e la narrazione con un caregiver.

Avere 11-14 ore di sonno di buona qualità, compresi i sonnellini, con il sonno regolare e i tempi di sveglia.

I bambini di 3-4 anni dovrebbero:

Trascorrere almeno 180 minuti svolgendo vari tipi di attività fisiche a qualsiasi intensità, di cui almeno 60 minuti di attività fisica di intensità moderata-intensa, diffusa durante il giorno.

Non essere fermi per più di 1 ora alla volta (ad es. Carrozzelle/passeggini) o rimanere seduto per lunghi periodi di tempo. Il tempo davanti allo schermo non dovrebbe essere superiore a 1 ora (meno è meglio). Quando si è seduti, incoraggiare la lettura e la narrazione con un caregiver.

Avere 10-13 ore di sonno di buona qualità, che possono includere un pisolino, con il sonno regolare e i tempi di sveglia.


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