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Il sistema immunitario ci difende dalle aggressioni dei batteri e dei virus che in questo periodo cominciano ad attaccarci proprio in seguito al cambio del clima: può essere aiutato e stimolato per poter svolgere meglio la sua funzione, soprattutto nella stagione fredda.
Anche l’alimentazione ha un ruolo importante e assumere cibi ricchi di vitamine come frutta e verdura aiutano sicuramente il nostro organismo a difendersi.
Ci sono però anche molti integratori che stimolano il sistema immunitario in modo di proteggerci al meglio dalle malattie, soprattutto infettive: possiamo permetterci di scegliere quelli più adatti alle nostre esigenze e caratteristiche.
La fitoterapia, quindi l’utilizzo delle piante con azione farmacologica, ci propone per esempio la Rosa Canina, fonte naturale di vitamina C; oppure la Papaya, che rappresenta un’ottima fonte di principi antiossidanti che proteggono le cellule dai radicali liberi e quindi dall’invecchiamento e dalla degenerazione; non ultima l’Echinacea, indicata come immunostimolante e antinfiammatorio.
Nuove teorie per la stimolazione immunitaria vedono l’utilizzo di fermenti lattici associati a Vitamina C oppure a Echinacea: i fermenti lattici e in particolare i probiotici, infatti, sono fondamentali per il ripristino del sistema immunitario. L’intestino gioca un ruolo importantissimo nella formazione di una reale linea di difesa contro le influenze esterne, svolta dalla microflora e dal sistema immunitario intestinale.
Un altro importante aiuto può venire dall’omeopatia, che suggerisce vaccini o modulatori del sistema immunitario con particolari caratteristiche e attività.
I mezzi per aiutarci a trascorrere un INVERNO SANO E ATTIVO sono molti: ti aspettiamo in farmacia per scegliere insieme quello più adatto a te!!!


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L’acqua micellare è un prodotto di ultima generazione per la pulizia del viso, struccante e detergente insieme, pensato appositamente per sciogliere e rimuovere anche il make up waterproof, per definizione più resistente, da occhi, labbra e viso. L’enorme vantaggio di utilizzare l’acqua micellare sta nel fatto di poter utilizzare un unico prodotto per la pulizia completa del viso, senza necessità di risciacquare, ma con quella sensazione finale di freschezza assoluta che si riesce ad avere solo dopo avere pulito la pelle in profondità.

La sua composizione si basa proprio sulle cosiddette micelle, vale a dire degli agglomerati sferici di tensioattivi detergenti che, a contatto con il viso, si aprono catturando le impurità e rimuovendole dal viso: il tutto in un composto leggero e delicato, proprio come l’acqua. Per questa consistenza estremamente leggera, l’acqua micellare è la soluzione ideale per tutti tipi di pelle, in particolar modo per quelle più delicate e sensibili, che verranno deterse alla perfezione senza bisogno di trattamenti troppo aggressivi.

Sapone detergente

Per tutte le donne che, invece, non vogliono rinunciare alla sensazione unica del contatto con l’acqua, via libera al sapone detergente disponibile in saponetta, in gel e, novità, anche in mousse.

Le saponette per il viso che si trovano in commercio sono particolarmente delicate, proprio per detergere senza seccare eccessivamente la pelle del viso, quasi sempre prive di agenti schiumogeni e lasciano la pelle morbida e bene idratata dopo il risciacquo finale, anche se da un punto di vista di sterilità non sono il massimo. Da preferire in tal senso i gel detergenti, che donano alla pelle del viso anche una particolare sensazione di freschezza.


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Sempre di più i genitori che non vaccinano i propri figli. Continua il calo anche nel 2015. Soglia 95% ormai è una chimera.
Ministero: “Rischio focolai epidemici”
L’anno scorso la copertura vaccinale media per le vaccinazioni contro polio, tetano, difterite, epatite B, pertosse e Hib è stata del 93,4% (94,7%, 95,7%, 96,1 rispettivamente nel 2014, 2013 e 2012). Solo 6 Regioni superano la soglia del 95% per la vaccinazione anti-polio, mentre 11 sono sotto il 94%. In picchiata i dati su morbillo e rosolia. Uniche eccezioni le vaccinazioni contro pneumococco e meningococco che crescono.

Le coperture vaccinali (CV) nazionali a 24 mesi, per il 2015, confermano un andamento in diminuzione in quasi tutte le Regioni e Province Autonome. Fanno eccezione le vaccinazioni contro pneumococco e meningococco che, nei due anni precedenti, avevano registrato bassi valori in alcune realtà. Questo è quanto si osserva dai nuovi dati pubblicati dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute, che dal 2016 fornisce anche i dati sulle coperture vaccinali relative alla dose booster (richiamo) in età pre-scolare, ovvero a 5-6 anni, e calcolate al compimento dei 7 anni.

In particolare se si osservano le CV a 24 mesi dall’anno 2000, si nota che dopo un andamento in crescita, si sono tendenzialmente stabilizzate. Le vaccinazioni incluse nel vaccino esavalente (anti-difterica, anti-tetanica, anti-pertossica, anti-polio, anti-Hib e anti-epatite B), generalmente impiegato in Italia nei neonati per il ciclo di base, avevano superato il 95%, soglia raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per la cosiddetta immunità di popolazione; infatti, se almeno il 95% della popolazione è vaccinata, si proteggono indirettamente coloro che, per motivi di salute, non si sono potuti vaccinare. Dal 2013 si sta, invece, registrando un progressivo calo, con il rischio di focolai epidemici di grosse dimensioni per malattie attualmente sotto controllo, e addirittura ricomparsa di malattie non più circolanti nel nostro Paese.

In particolare, nel 2015 la CV media per le vaccinazioni contro polio, tetano, difterite, epatite B, pertosse e Hib è stata del 93,4% (94,7%, 95,7%, 96,1 rispettivamente nel 2014, 2013 e 2012). Sebbene esistano importanti differenze tra le regioni, solo 6 superano la soglia del 95% per la vaccinazione anti-polio, mentre 11 sono sotto il 94%.

Particolarmente preoccupanti” rileva il Ministero della Salute sono i dati di CV per morbillo e rosolia che hanno perso ben 5 punti percentuali dal 2013 al 2015, dal 90,4% all’85,3%, incrinando anche la credibilità internazionale del nostro Paese che, impegnato dal 2003 in un Piano globale di eliminazione dell’OMS, rischia di farlo fallire in quanto il presupposto per dichiarare l’eliminazione di una malattia infettiva da una regione dell’OMS è che tutti i Paesi membri siano dichiarati “liberi”.

Questo trend è confermato anche dalle CV nazionali a 36 mesi per l’anno 2015, dato utile anche per monitorare la quota di bambini che, alla rilevazione vaccinale dell’anno precedente, erano inadempienti e che sono stati recuperati, se pur in ritardo. L’effettuazione delle vaccinazioni in ritardo, espone questi bambini ad un inutile rischio di malattie infettive che possono essere anche gravi.

La riduzione delle CV – prosegue il Ministero – comporterà un accumulo di suscettibili che, per malattie ancore endemiche (come morbillo, rosolia e pertosse), rappresenta un rischio concreto di estesi focolai epidemici, come già accaduto in passato; per malattie non presenti in Italia, ma potenzialmente introducibili, come polio e difterite, aumenta il rischio di casi sporadici autoctoni, in caso di importazioni di malati o portatori”.

Il Ministero ricorda di aver “riconosciuto da tempo la necessità di rendere l’accesso alle vaccinazioni il più agevole possibile e ha finanziato progetti CCM per migliorare la disponibilità di evidenze scientifiche a favore delle vaccinazioni, per approfondire le ragioni del dissenso vaccinale e individuare più efficaci strategie di promozione delle vaccinazioni. L’aumento delle iniziative nazionali e regionali di comunicazione e promozione delle vaccinazioni, il progressivo sviluppo delle anagrafi vaccinali informatizzate e le iniziative di contrasto ai movimenti anti-vaccinisti, potrebbero arginare questa tendenza alla diminuzione dell’adesione e ridurre, così, le sacche di non vaccinati. Il futuro Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, che avrà un’offerta vaccinale più ampia, fornirà una base più solida per una maggiore uniformità dell’offerta vaccinale nel Paese”.

Fonte : Quotidianosanità


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Nomi e indirizzi delle strutture presenti nei diversi Comuni, con foto e informazioni sui servizi offerti, distinguendo quelli gratuiti da quelli a pagamento. Un letto di colore verde o rosso indica la disponibilità. E poi tutti i dettagli su come usufruire dei posti finanziati e le risposte ai dubbi dei cittadini. Per Saccardi: “Uno strumento a disposizione di tutti per fare scelte informate”.

Da oggi i cittadini toscani hanno a disposizione sul sito web della Regione Toscana un portale, facilmente navigabile, che mostra le strutture residenziali per anziani non autosufficienti (RSA), autorizzate, accreditate e finanziate dal Sistema sanitario regionale. Il portale, che la Regione definisce “elemento indispensabile per l’attuazione del principio di libera scelta delle residenze sanitarie assistenziali”, presenta con una grafica chiara e immediata le 399 residenze sul territorio toscano, i servizi che offrono e a quali costi.

“Uno strumento a disposizione di tutti per fare scelte informate e una interfaccia indispensabile per la libera scelta delle strutture sanitarie assistenziali, una volta che sia riconosciuto all’assistito dai servizi territoriali competenti il diritto ad usufruire delle prestazioni sociosanitarie con la partecipazione del Ssr”, ha commentato l’assessore alla Salute, Stefania Saccardi, che ieri ha presentato il portale insieme a Andrea Vannucci, coordinatore dell’Osservatorio per la qualità e l’equità dell’Ars.

All’Agenzia regionale di sanità sono state affidate l’impostazione e la gestione del portale che serve sia ai cittadini che si trovano nella situazione di dover scegliere la struttura e abbiano interesse a confrontare l’offerta per valutare e orientare la propria decisione, sia agli operatori del sistema allo scopo di verificare in tempo reale la disponibilità dei posti letto. “Un’operazione resa possibile – ha detto Vannucci – solo attraverso una effettiva messa in rete di tutte le strutture operanti sul territorio regionale che dovranno tempestivamente implementare il sistema con i dati relativi alla movimentazione degli ospiti”.

La ricerca è facile: cliccando su un comune si apre la lista delle strutture presenti in quel comune e in quelli limitrofi.

Le residenze “si mostrano” per mezzo di una piccola galleria di foto, i servizi principali sono rappresentati da semplici icone e vengono forniti indirizzi e recapiti, insieme a quelli delle zone distretto. Infine, un depliant stampabile riepiloga tutte le caratteristiche in modo dettagliato, distinguendo servizi gratuiti da quelli opzionali a pagamento.

Inoltre, un letto di colore verde o rosso, a seconda che vi siano o meno posti letto liberi, mostra la disponibilità per il modulo di base, quello per il quale viene applicato il principio della libera scelta. I cittadini già in possesso del “titolo di acquisto” possono quindi individuare la struttura rispondente alle loro esigenze, con posti letto disponibili e comunicarlo ai servizi territoriali competenti.

“Un cittadino informato attua scelte migliori”, osserva la Regione in una nota che illustra i dettagli del nuovo portale. Per questo nella pagina di accesso al portale viene spiegato il percorso per entrare in RSA usufruendo dei posti finanziati. E per facilitare la comprensione delle informazioni vengono anche fornite le risposte ad alcune domande frequenti (cos’è un titolo di acquisto? quali sono i posti finanziati?) e sono stati elencati i servizi garantiti in RSA dalla normativa vigente.

Come si entra nelle RSA usufruendo dei posti finanziati
“L’inserimento nelle Residenze sanitarie assistenziali – spiega la Regione – avviene in casi di grave non autosufficienza per persone con più di 65 anni e quando è impossibile assistere a domicilio la persona non autosufficiente da parte della famiglia, o quando questa sia assente”.
Il percorso è composto da 4 fasi: “innanzi tutto la segnalazione del bisogno socio-assistenziale complesso al Punto Insieme, cui segue la valutazione complessiva del caso, sia sociale che sanitaria, da parte dell’Unità di valutazione multidimensionale distrettuale (UVM). Viene poi predisposto e condiviso con il cittadino un progetto personalizzato assistenziale (PAP) in cui sono indicati i bisogni socio-sanitari rilevati e il servizio che può essere erogato. Se il servizio è di tipo residenziale e la Zona Distretto competente comunica il diritto al titolo di acquisto, l’assistito e i suoi familiari hanno 10 giorni lavorativi di tempo per scegliere la struttura e informare Zona Distretto e RSA”.

Fonte : Quotidianosanità


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I dottori evidenziano come “lo sbarco in anticipo del virus e alcune sue mutazioni ne minacciano una sua più vasta diffusione anche nella fascia di età 50-60 anni”. Maio (Fimmg): “Per questo è più che mai importante vaccinarsi al più presto”.
Il primo sbarco è avvenuti in gommone dalla Libia. Ma non parliamo di immigrati bensì del nuovo virus influenzale del ceppo A/H3, che quest’anno minaccia di mettere in anticipo a letto sei milioni di italiani. E questa volta molti in piena età lavorativa, tra i 50 e 60 anni”. A lanciare l’allarme e l’invito a vaccinarsi presto sono i medici di famiglia riuniti a Chia Laguna, nel Congresso nazionale della FIMMG, il loro sindacato.

“A far prevedere un’ondata influenzale più pesante del solito sono due fattori”, spiega Tommasa Maio, che è Segretario nazionale FIMMG Continuità assistenziale e che nel sindacato si occupa dei piani vaccinali.

“Il primo è il largo anticipo con il quale quest’anno, già a fine agosto, è stato isolato il virus in un bambino nato in Marocco e proveniente dalla Libia. Fatto questo che ne prefigura una più ampia diffusione, soprattutto tra le persone non ancora vaccinate”. “In secondo luogo –prosegue Maio- i virus A/Hong Kong (H3N2) e B/Brisbane, isolati dall’Istituto superiore di sanità (ISS, )contengono piccole mutazioni che predispongono a una maggiore circolazione dell’influenza. Questo perché né i bambini, né le persone a rischio che solitamente si vaccinano possiedono gli anticorpi che fungono da barriera alla malattia”.

“I sintomi – rileva Fimmg – sono più o meno i soliti: infezioni alla vie respiratorie, con tosse e mal di gola, febbre anche alta, mal di testa e dolori alla articolazioni. Tutte cose che la passata stagione hanno fatto passare in media sei giorni a letto a chi è stato colpito all’influenza. Ma che ogni anno, secondo stime dell’ISS, provocano la morte di ottomila persone, soprattutto anziani, per le complicazioni, come polmonite e broncopolmonite, insorte dopo aver contratto il virus”.

“Per questo – invita la dottoressa Maio – quest’anno è più che mai necessario vaccinarsi per tempo, soprattutto se si appartiene a una categoria a rischio: ultrasessantacinquenni, diabetici, immunodepressi, cardiopatici, malati oncologici, donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza, solo per citare quelle più numerose”.

Anche se il nuovo “Calendario della vita” presentato la scorsa settimana da FIMMG, Federazione dei pediatri Fimp e Società di Igiene Siti, consiglia quest’anno la vaccinazione anche per le persone sane tra i 50 e i 60 anni, che a causa della mutazione del virus saranno a breve più colpite dall’influenza.

“Per loro il vaccino non sarà purtroppo gratuito ma sempre meglio spendere una quindicina di euro che perdere 5-6 giorni di lavoro, tanto più se si appartiene al sempre più numeroso popolo delle partite Iva”, commenta Maio. Vaccino consigliato anche per i bambini sani, visto che l’influenza da 0 a 4 anni colpisce 10 volte più che tra gli anziani, 8 tra i 5 e i 14 anni.
Per le categorie a rischio, e per chi assiste i pazienti a rischio, il vaccino antinfluenzale è somministrato gratuitamente dai medici di famiglia nei loro studi. Il periodo destinato alla conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale è dalla metà di ottobre fino a fine dicembre. Invitiamo i pazienti a seguire le indicazioni fornite dalle Asl nei diversi territori.

“Tutti i nostri iscritti sono impegnati a spiegare i propri assistiti, in particolare a quelli a rischio, l’importanza della vaccinazione di un virus troppe volte preso sottogamba, dimenticando che il 10% di chi è colpito dall’influenza di solito ha complicanze e che tra loro un altro 10% finisce in ospedale, mentre l’1% purtroppo non ce la fa”, ricorda Maio.

Dati forse poco conosciuti visto che, secondo l’ISS, dopo anni di sempre maggiore copertura vaccinale, gli italiani che si immunizzano contro l’influenza sono oramai meno del 20% e tra gli anziani la percentuale è scesa dal 70 a meno del 50%. Colpa dei falsi allarmi sulle presunte contaminazioni di alcuni lotti due anni fa, ma soprattutto di bufale e falsi miti che sempre più frequentemente circolano su internet senza alcun controllo. Un’onda lunga di “anti-medicina” che i medici di famiglia della FIMMG si impegnano ora a contrastare. Promuovendo non solo la campagna di immunizzazione contro l’influenza ma anche quella a favore delle altre vaccinazioni previste dal nuovo Piano nazionale vaccini recepito dai Lea, i nuovi livelli essenziali di assistenza, operativi tra poco più di un mese, dopo il parere non vincolate del Parlamento.

Ma se il Piano prevede vaccinazioni gratuite ovunque per varicella, pneumococco, meningococco e papilloma virus i medici di famiglia, insieme alla Società scientifiche di pediatri ed igienisti, sono andati oltre aggiornando ‘il calendario della vita’. “Il Calendario rappresenta uno strumento importante per tutti gli operatori sanitari poiché offre la sintesi delle ultime evidenze scientifiche – indicando tempi e modi ottimali all’immunizzazione, informando sulle ultime opportunità di prevenzione. Passi avanti della scienza che i medici si impegnano ora a far entrare anche nella conoscenza degli italiani in fuga dai vaccini”

Fonte : Quotidianosanità


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L’antibiotico-resistenza per la salute globale è paragonabile a un “lento tsunami”. A dirlo è stata il Direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Margaret Chan nel corso dell’ultima Assemblea generale delle Nazioni Unite, che visto l’approvazione di un documento congiunto sottoscritto da 193 Paesi.

Alcuni dati, ricorda l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) sul sito web, mostrano quanto siano gravi le ripercussioni dell’antibiotico-resistenza:

un’epidemia di tifo multiresistente si sta diffondendo in diverse regioni dell’Africa, in 105 Paesi si registrano forme di tubercolosi resistenti ai farmaci, mentre sono circa 200.000 i neonati che ogni anno muoiono a causa dei cosiddetti super-batteri. Secondo una previsione del governo del Regno Unito, se attualmente, a livello globale, sono circa 700.000 le persone che, a causa dell’antibiotico-resistenza, muoiono di sepsi, tubercolosi e altre malattie, entro il 2050 questa cifra potrebbe salire fino a 10 milioni.

Articolato in quindici punti, il Documento sottoscritto prevede lo sviluppo di piani nazionali per frenare l’uso degli antibiotici nelle aziende agricole, lo sviluppo di nuovi farmaci e la formazione del personale sanitario e dei pazienti, per incoraggiare un cambiamento culturale verso un utilizzo più responsabile di questi medicinali. (ANSA)

Fonte : Federfarma


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I visori per la realtà virtuale saranno probabilmente in molte letterine per Babbo Natale  quest’anno, ma è meglio tenerli lontani dai più piccoli.

Lo afferma un’esperta della University of Southern California al sito Livescience, precisando che fino a questo momento non ci sono studi sugli effetti che questi dispositivi possono avere sia sulla vista che sullo sviluppo dei neuroni. Tutti i principali visori sul mercato, ricorda il sito, hanno un’indicazione della casa produttrice che sconsiglia l’uso ai minori di 12-13 anni. Gli unici test condotti finora hanno dimostrato che nei topi i neuroni associati all’apprendimento spaziale si comportano in maniera molto diversa negli ambienti virtuali, con metà di quelli coinvolti normalmente attivi che si  spengono.

«La scarsità di informazioni di sicurezza e le nostre conoscenze sulla neuroplasticità, dei bambini, cioè sulla capacità di riorganizzarsi delle connessioni cerebrali – conclude Marientina Gotsis, che dirige il Creative Media & Behavioral Health Center – non mi fanno raccomandare il dispositivo per i più piccoli».

A preoccupare gli esperti sono anche i possibili problemi divisione. I dispositivi creano l’illusione della profondità facendo vedere ad ogni occhio un’immagine leggermente diversa, e questo porta a una sequenza di movimento per mettere a fuoco che è molto diversa da quella normale, con possibili conseguenze simili a quelle viste per gli occhiali 3D.

ANSA


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La prossima influenza stagionale sarà più cattiva e colpirà dai 6 ai 7 milioni di italiani, che diventeranno 15-17 contando le “vittime” delle cosiddette sindromi parainfluenzali. Queste le stime del virologo Fabrizio Pregliasco, intervenuto ieri a Milano all’incontro promosso da Assosalute per fare il punto sulla prossima stagione influenzale. Ad ammalarsi, ha spiegato l’esperto, saranno circa 2 milioni di persone in più rispetto alla stagione 2015-2016, quando sono stati registrati meno di 5 milioni di casi. «Tutto dipenderà anche dall’andamento del meteo» avverte Pregliasco, ricercatore del dipartimento di Scienze biomediche per la salute dell’università degli Studi di Milano e direttore sanitario dell’Irccs «se l’inverno sarà più lungo e freddo, si avranno molti più pazienti influenzati; se invece sarà un periodo con molti sbalzi termici, si ridurrà la quota di vera influenza, ma potrebbero esserci più casi di sindromi simil-influenzali».


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Attività fisica: 9 ragazzi su 10 la fanno per 27 minuti al giorno. Ma non basta.

La maggior parte degli adolescenti non fa abbastanza attività fisica e questa cattiva abitudine resiste anche nell’età adulta. A suggerirlo è uno studio statunitense pubblicato sulla rivista Pediatrics. Quasi 9 adolescenti su 10 non riescono a fare un minimo di 90 minuti di movimento moderato o vigoroso al giorno, che è quello consigliato dai Centri statunitensi per il controllo delle malattie e la prevenzione (CDC).

La maggior parte degli adolescenti non fa abbastanza attività fisica e questa cattiva abitudine resiste anche nell’età adulta. A suggerirlo è uno studio statunitense pubblicato sulla rivista Pediatrics. Quasi 9 adolescenti su 10 non riescono a fare un minimo di 90 minuti di movimento moderato o vigoroso al giorno, che è quello consigliato dai Centri statunitensi per il controllo delle malattie e la prevenzione (CDC).

“L’inattività fisica è uno dei maggiori fattori predittivi di obesità infantile e adolescenziale a causa delle quali aumenta in età adulta l’incidenza di obesità e di sindrome metabolica – ha detto Kaigang Li, ricercatore alla Colorado State University di Fort Collins – tanto che l’obesità infantile è più che raddoppiata nei bambini e quadruplicata negli adolescenti nell’ultimo trentennio, stando alle stime dei CDC”. Più di un terzo dei bambini e dei ragazzi attualmente sono in sovrappeso o obesi, mettendo la loro salute a rischio di malattie cardiovascolari, diabete, problemi ossei e articolari, apnee notturne e problemi psicologici come la scarsa autostima.

Lo studio
Per valutare i livelli di attività fisica in adolescenza, Li e colleghi hanno valutato le abitudini di esercizio fisico su un campione di 561 studenti in 44 scuole che rappresentavano le comunità urbane, suburbane e rurali. All’inizio dello studio quando i ragazzi avevano in media 16 anni, i ricercatori hanno fatto indossare per una settimana i rilevatori di attività per capire quanta attività fisica facessero. La media di esercizio fisico è risultata in media di 27 minuti al giorno, mentre era di 28 minuti fra i ragazzi dell’ultimo anno di scuola. Il week end è la parte della settimana più penalizzata, con solo 21 minuti di attività. I ragazzi che hanno proseguito gli studi facevano più esercizio fisico rispetto a quelli che non hanno continuato, e così gli studenti che risiedevano nei campus universitari rispetto a quelli che vivevano a casa. I risultati evidenziano la necessità per i genitori e i dirigenti scolastici di offrire maggiori opportunità per fare esercizio fisico nella vita quotidiana dei bambini e dei ragazzi.

“L’attività fisica è importante nel passaggio verso l’età adulta – ha commentato Ravi Shah, ricercatore presso la Harvard Medical School e il Massachusetts General Hospital di Boston – La prevenzione delle malattie cardiovascolari passa attraverso l’impegno all’interno delle attività scolastiche di programmi di attività fisica e perdita del peso attraverso un attento monitoraggio di quei bambini che ne hanno maggiore bisogno”.

Fonte: Pediatrics 2016


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